Affitti in nero per gli studenti, un patto per la legalità

26/09/2013 di Redazione
 Affitti in nero per gli studenti, un patto per la legalità

Evasioni e affitti in nero sono la regola nel mercato delle locazioni per gli studenti. Lo conferma un rapporto della Guardia di finanza, dai cui controlli emerge come solo il 35% dei ragazzi che arriva a Roma per studiare conquisti un regolare contratto di locazione. E complessivamente solo   oltre 11 milioni di euro sottratti al fisco. Per combattere il fenomeno arriva ora il patto anti-evasione: a sottoscriverlo, oltre la Gdf,la Regione Lazio, Roma Capitale e le Università  de La Sapienza, di Tor Vergata e Roma Tre, Laziodisu. Due gli obiettivi: da un lato smascherare i proprietari evasori, dall'altro fornire agli universitari le informazioni necessarie per conoscere agevolazioni, benefici, opportunità. In concomitanza con l'inizio dell'anno accademico è stata avviata infatti una campagna di informazione e prevenzione rivolta a 50mila matricole degli atenei di Roma che iniziano ora il loro percorso di studi. A breve verrà distribuito un vademecum dal titolo "Studia e vivi Roma" disponibile anche su internet, per fornire indicazioni su come trovare casa evitando affitti in nero e come accedere agli alloggi che Laziodisu mette a disposizione degli studenti, utilizzare agevolazioni e benefici fiscali. Infine, la GdF ha creato una specifica casella di posta elettronica (helpaffitti.roma@gdf.it) dove i cittadini avranno la possibilità di segnalare situazioni direttamente alle Fiamme Gialle. Le richieste di affitto vanno da 350 euro ai 550 euro al mese a posto letto, talvolta in camere doppie o triple e in pochi metri quadri. In questo sottobosco di "illegalità immobiliare" non mancano storie ai limiti: tra cui quello di un ottantenne con un patrimonio immobiliare di 41 appartamenti, del valore complessivo di oltre 12 milioni di euro. Con il lavoro delle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia, attraverso una verifica fiscale, è stato appurato che l'uomo, in 9 anni, dal 2002 al 2011, si era "dimenticato" di segnalare un imponibile pari a quattro milioni di euro, oltre ad evadere l'imposta di registro sui contratti di locazione per oltre trentacinquemila euro. E ancora: il caso di un romano, proprietario di 10 appartamenti e 7 posti auto tutti, nello stesso complesso immobiliare di Ostia, che aveva allestito un ufficio "riscossione" nelle vicinanze delle sue proprietà. L'evasore, che si limitava ad indicare nella sua dichiarazione dei redditi soltanto le rendite catastali degli immobili, annotava le entrate dei suoi affitti in un registro manoscritto. Registro grazie al quale le Fiamme Gialle hanno potuto ricostruire in quasi 400mila euro i compensi non dichiarati. Il record però spetta ad un 80enne che affittava i suoi 41 appartamenti, per un valore complessivo di 12 milioni di euro, tutti rigorosamente in nero. L'anziano stipulava accordi con tutti: studenti, pensionati ed extracomunitari, evitando sempre di pagare le imposte. Spesso il contratto d'affitto veniva firmato, l'inquilino pagava il canone, ma il locatore non registrava i documenti. "Roma Capitale farà la sua parte", promette il sindaco Ignazio Marino. Mentre l'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, è impegnata nella ricerca di risorse per assistere dal punto di vista legale chi decide di denunciare. Un'idea presa in prestito dalla Regione Toscana, affinché lo studente "non abbia nessun costo per entrare nella legalità", aggiunge il primo cittadino. Convinto che il traguardo della legalità passi anche per il patto anti-evasione. "La legge - aggiunge Marino - è molto chiara: regolarizzare la posizione d'affitto costa il 70% in meno". Perché il nuovo contratto viene stipulato sul reddito catastale. "In più - continua l'inquilino del Campidoglio - avrà la possibilità di un affitto per 4 anni rinnovabile per altri 4". In tre parole: "L'onestà conviene". Secondo i dati contenuti nell'ultima indagine sull'emergenza abitativa a Roma, elaborata dall'Eurispes, il 43,4% dei fuori sede vive in una stanza singola in appartamenti insieme ad altri universitari, il 52,9% in una stanza doppia e solo il 2,2% da solo in un appartamento. In media in ogni appartamento vivono 2-3 persone nel 35,1% dei casi, dai 4 ai 5 universitari nel 56% e in più di 5 nell'8,9%. Gli appartamenti in affitto raramente sono in ottimo stato (13%). Nel 37,5% dei casi per gli studenti le case dove vivono sono in buone condizioni e per il 33% dei casi lo stato è discreto. Non manca però (16,5%) chi parla di condizioni fatiscenti. Sono numerose le zone della città scelte dagli universitari: Appio (3,4%), Casalbertone (4,7%), Centocelle (2,5%), Nomentano (19,2%), Prenestino (11,9%), Salario (6,8%), San Giovanni (8,3%), San Lorenzo (10,2%), Tiburtina (11,9%), Tuscolano (4%). Le zone più care sono Salario e il Tuscolano, non a caso le zone scelte di meno dai fuori sede. È davvero complicato trovare una stanza singola a un prezzo inferiore ai 250 euro (appena il 17,8%) dei casi, più facile per quella cifra rimediare una doppia (75,6%). Gli studenti che spendono per affitto tra i 251 e i 300 euro solitamente si accontenta di una doppia (81,7%), mentre quella cifra è difficile trovare una singola (17,8%) e quasi impossibile affittare un intero appartamento (0,5%). Chi può permettersi di spendere di più, invece, solitamente preferisce andare in singola. Il 57,5% degli universitari che spendono tra i 301 e i 400 euro vive in singola, il 40,6% in doppia e lo 0,8% in un appartamento da solo.