Goletta verde: il Mediterraneo è soffocato dalla plastica

12/09/2013 di Redazione
Goletta verde: il Mediterraneo è soffocato dalla plastica

I dati del monitoraggio compiuto dalla Goletta Verde di Legambiente e dall'Accademia del Leviatano parlano chiaro: il Mare Nostrum è fortemente inquinato dalla plastica. Il 94% dei macro rifiuti galleggianti nel Tirreno risulta infatti costituito da buste, bottiglie, cassette di polistirolo ecc. In totale sono stati analizzati (utilizzando il protocollo scientifico elaborato da Ispra e dal dipartimento di Biologia dell'università di Pisa) oltre3.000 chilometridi tratte marine prendendo in considerazione i rifiuti galleggianti più grandi di25 centimetri. Il record spetta al Tirreno centro-meridionale con 13,3 detriti ogni chilometro quadrato, contro i 5,1 del Tirreno centro-settentrionale, i 2,1 della tratta Livorno-Bastia e i 2,4 della tratta Fiumicino-Ponza. Un problema che affligge non solo le nostre coste: il Programma ambiente delle Nazioni Unite (l'Unep) calcola che la plastica rappresenti dal 60 all'80% del totale dei rifiuti in mare, con punte del 90-95% in alcune regioni. Tanto che nel Pacifico, tra le Hawaii e la California, è emerso un settimo continente: un continente di plastica, un'isola di spazzatura aggregata nel corso dei decenni dal gioco delle correnti, dalla potenza del vortice subtropicale del Nord Pacifico. Ora, per ridurre i danni (con il passare dei decenni si formano coriandoli di plastica che vengono scambiati per cibo dagli abitanti del mare andando così a seminare disastri lungo l'intera catena alimentare) nel convegno sulle bioplastiche organizzato in questi giorni a Roma dal Kyoto Club si propone di allargare l'esperimento italiano di bando delle vecchie buste di plastica. L'Italia fino al 2010 era il primo paese europeo per consumo di sacchetti di plastica usa e getta, con una percentuale di consumo pari al 25% del totale commercializzato in Europa, e solo grazie all'entrata in vigore del bando sugli shopper non biodegradabili ha ridotto questa percentuale.  "È per questo che ci appelliamo alla Commissione europea affinché estenda a tutti gli Stati membri il modello italiano del bando degli shopper non compostabili, per compiere un passo in avanti nella salvaguardia dei mari tutelando la biodiversità e la fauna marina", spiega il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani. E, una volta tanto, la riconversione ci ha reso virtuosi: nel campo delle bioplastiche siamo arrivati prima degli altri alla tecnologia, abbiamo legiferato prima, abbiamo la possibilità di rilanciare un intero settore economico (riconversione di segmenti dell'industria plastica, aumento di occupazione agricola per la filiera alimentare).