In calo il consumo di farmaci, ma aumentano gli antidepressivi

26/09/2013 di Redazione
In calo il consumo di farmaci, ma aumentano gli antidepressivi

I dati resi noti dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, evidenziano come nel 2012 la spesa complessiva (cioè sia pubblica che privata) sui farmaci abbia registrato un calo del 5,6% rispetto all'anno precedente: nel contempo però è aumentato l'uso di antidepressivi del 4,5% e a consumarne sono soprattutto le donne. Ma vediamo in dettaglio: l'anno scorso ogni italiano ha comprato una media di trenta confezioni di farmaci (per un totale di 1,8 miliardi di confezioni), soprattutto medicinali per curare il sistema cardiovascolare, seguiti da quelli per l'apparato gastrointestinale e il metabolismo. La spesa territoriale complessiva crolla del 5,6% rispetto al 2011 per un totale di 19.389 milioni di euro. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di circa 430 euro. La spesa farmaceutica totale ha raggiunto i 25,5 miliardi di euro, il 76% dei quali è stato rimborsato ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale. Le dosi giornaliere totali prescritte ogni mille abitanti nel 2012 sono state 1.626, mentre quelle a carico del Ssn in regime di assistenza 985 (+2,3% rispetto al 2011). Il rapporto dell'Agenzia conferma anche una tendenza che i medici denunciano da tempo, quella dell'abuso di antibiotici: l'impiego inappropriato supera il 20%. Il 56% dei pazienti di età compresa tra i 66 e i 75 anni con diagnosi di influenza è stato trattato con antibiotici rispetto al 24% dei pazienti con età inferiore ai 45 anni. Il 50% dei bambini e oltre il 90% degli ultra settantacinquenni ha ricevuto almeno una prescrizione durante l'anno. Inoltre, gli over 74 presentano consumi e spesa rispettivamente 22 e 8 volte superiori a quelli di un paziente con età compresa tra i 25 e i 34 anni. Sul fronte della spesa ospedaliera, le strutture sanitarie pubbliche hanno acquistato farmaci per 7,9 miliardi di euro, in tutto 132,9 euro pro capite. Un costo per il Ssn che, nonostante la crisi, registra un incremento rispetto al 2011 del 12,6%. A consumare più farmaci è la Sicilia, mentre la Provincia autonoma di Bolzano è la regione dove si acquistano meno confezioni. In Sicilia la media è di 1.110 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti. Segueil Lazio(1.097 dosi), la Sardegna (1.082) e la Puglia (1.081). Più virtuosala Provincia Autonomadi Bolzano con 743 dosi, seguita dalla Provincia Autonoma di Trento (864 dosi) dalla Liguria (881) e dalla Valle d'Aosta (896). Lo studio mette in evidenza anche le differenze di genere. Le donne consumano più farmaci antitumorali. Aumentano le prescrizioni per il cancro al seno per maggiore frequenza della patologia e migliore capacità di diagnosi in stadi precoci. Fra le signore è più diffuso l'uso degli antidepressivi. Nella fascia d'età sotto i 54 anni, la frequenza di uso dei farmaci attivi sul Sistema nervoso centrale supera del 6% quella consumata dagli uomini della stessa fascia di età. Il 60% degli uomini over 74 utilizza farmaci per il sangue e organi emopoietici per la prevenzione cardiocerebrovascolare. Il 30% degli uomini ultra74enni utilizza farmaci per il sistema genito-urinario, essenzialmente per il trattamento dell'ipertrofia prostatica. Infine più frequente è l'utilizzo di antimicrobici nelle donne, in particolare nelle fasce di età adulta. Costantemente superiore nelle donne rispetto agli uomini la prevalenza d'uso dei farmaci per l'apparato muscolo-scheletrico, dovuta alla maggior frequenza di utilizzo dei bifosfonati per la cura dell'osteoporosi