Onu: presentato un primo rapporto sulla Siria

12/09/2013 di Redazione
 Onu: presentato un primo rapporto sulla Siria

La Commissione Onusulla Siria ha presentato un primo Rapporto sui crimini di guerra. Il Rapporto non fa mistero che a commettere i crimini siano state tutte le parti impegnate in questa sanguinosa guerra. Le investigazioni sono state condotte da 20 investigatori delle Nazioni Unite, che non hanno ricevuto il permesso d'ingresso in Siria, ma che tra il 15 maggio e il 15 luglio del2013 hacondotto 258 interviste a testimoni oculari, visionato video e immagini satellitari,  il 15 maggio e il 15 luglio del 2013.  Il rapporto sarà presentato lunedì prossimo al Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra. Da marzo 2011, e cioè dall'inizio del conflitto, la Commissione ha censito nove massacri e relativi responsabili, otto per mano dei governativi e uno, quello dei residenti sciiti del distretto di Hatla a Deir az-Zour nel giugno scorso, per mano dei ribelli. Altri nove massacri sono stati riconosciuti come tali, ma ancora non è stato possibile attribuirne la responsabilità con certezza. Altissimo il numero delle persone che sono morte nelle prigioni governative, dove la tortura è regolarmente praticata. Risultano in aumento anche l'impiego dei minori nel conflitto, dalle forze governative fino a quelle curde, nessuno degli eserciti in campo rinuncia all'aiuto, in combattimento o meno, della manodopera minorile.  Le forze governative hanno massacrato civili, bombardato gli ospedali e usato bombe cluster in abbondanza tra maggio e giugno scorsi, mentre con il passare del tempo sono aumentati i crimini a carico delle forze d'opposizione, in particolare per quello che riguarda gli stupri, le torture e le esecuzioni sommarie. In crescita anche il numero di adulti e bambini che risultano spariti. I bombardamenti indiscriminati hanno portato poi all'evacuazione d'intere cittadini o quartieri di grandi città, a oggi circa un terzo dei siriani ha lasciato la sua residenza in cerca di un luogo più sicuro, dentro o fuori il paese. Il capo della commissione d'inchiesta, il brasiliano  Paulo Pinheiro ha sottolineato la necessità di processare i responsabili individuati.