Presentato il Rapporto Europeo "Guardians Against Trafficking and Exploitation"

12/09/2013 di Redazione
Presentato il Rapporto Europeo "Guardians Against Trafficking and Exploitation"

E' stato presentato il Rapporto finale del Progetto Europeo "Gate" (Guardians Against Trafficking and Exploitation). L'obiettivo è stato quello di verificare se Grecia, Italia, Olanda e Cipro sono Paesi in grado di proteggere i minori non accompagnati dal rischio di tratta e sfruttamento. Secondo i ricercatori "in genere l'approccio nei confronti della tratta si foca­lizza più sugli aspetti giudiziari e penali del problema e meno sulle con­dizioni strutturali che rendono possibile questo crimine". Il Rapporto ha cercato di includere altri fenomeni "In questa più ampia prospettiva, l'iniziativa "Gate" ha tentato di superare il modello interpretativo dominante che si è affermato negli ultimi anni, caratterizzato da narrative incentrate sulla stereotipica triangolazione composta da vittima, aggressore e salvatore. Questo modello rigido e semplicistico non è riuscito in molti casi a cogliere la complessità dei fenomeni in questione, e ha invece distratto l'attenzione dai vari fattori contestuali che, nella realtà dei fatti, determinano i livelli di vulnerabilità e rischio ai quali taluni gruppi di persone, specialmente immigrate, sono esposti". E si continua nel Rapporto "I sistemi di tutela e protezione a livello europeo, ma anche nei contesti nazionali osservati, mostrano un alto grado di diversità in termini di definizioni, leggi e prassi, mentre in diversi casi emergono significative incoerenze e talvolta veri e propri conflitti tra le politiche di protezione e welfare indirizzate ai "minori separati" da una parte e, dall'altra, le politiche di controllo dell'immigrazione e delle fron­tiere". E a tutto ciò si somma un "contesto caratteriz­zato da ricorrenti, presunti stati di "emergenza" che sembrano essere dettati non tanto dalla gravità dei crimini in questione quanto, molto più spesso, dalle tensioni insite sia nelle politiche che nella retorica sottostante alle stra­tegie di controllo dell'immigrazione". "Gate" attraverso un indagine sul campo ha intervistato e ascoltato nei quattro Paesi, sia operatori adulti sia minori "separati". Con i primi si è ragionato sui temi dell'inclusione-esclusione, dell'appropriatezza dei servizi rispetto ai bisogni dei minori, della conformità dei servizi alla Convenzione Onu sui diritti del "fanciullo" e dell'efficacia della protezione dai fenomeni di sfruttamento. Con i ragazzi, invece, si è lavorato sulle parole-chiave "sopravvivenza", "sviluppo", "protezione" e "partecipazione", tra l'altro con un gioco di carte che ha facilitato le loro narrazioni e lo scambio di idee con i ricercatori: il "Gategame".
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