Profughi siriani: primi passi verso l’accoglienza dalla comunità internazione. E l’Italia dov’è?

26/09/2013 di Redazione
Profughi siriani: primi passi verso l’accoglienza dalla comunità internazione. E l’Italia dov’è?

I rifugiati siriani sono due milioni. La maggior parte di loro vivono nei grandissimi campi profughi sorti nei Paesi confinanti ma dal 2012 è iniziato l'esodo anche verso l'Europa. Alcuni Paesi del vecchio continente sono stati disponibili all'accoglienza e altri, come l'Italia sono rimasti ancora una volta impreparati o ancor peggio indifferenti. L'agenzia di immigrazione è il primo paese europeo che ha subito offerto accoglienza. Infatti,  in un primo momento aveva dato una residenza permanete ai profughi e successivamente ai "nuovi arrivati" aveva dato un permesso di soggiorno di tre anni. Ma lo stato svedese una volta resosi conto della gravità della situazione siriana ha deciso di convertire ai circa 8.000 siriani, la residenza temporanea in residenza permanente ed avranno diritto al ricongiungimento con i propri familiari. La Germania invece, ha dato ai profughi siriani un permesso di soggiorno di due anni ed ha ha anche aderito a un programma dell'UNHCR di resettlement accettando di accogliere 5.000 persone ritenute vulnerabili (famiglie con molti figli, famiglie con un solo genitore sopravvissuto, persone che hanno riportato ferite gravi). La scorsa settimana sono arrivate ad Hannover direttamente dal Libano le prime 107 persone. L'UNHCR aveva annunciato lo scorso giugno la necessità di individuare 10.000 posti per ingressi umanitari e 2.000 posti per il reinsediamento di siriani in gravi condizioni di bisogno. Così, Germania e Austria hanno messo a disposizione posti per gli ingressi umanitari, lo stato tedesco 5.000, quello austriaco 500. Quindi, da allora,oltre gli stati già citati, si sono fatti avanti Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Svizzera. Complessivamente questi paesi mettono a disposizione 1.650 posti per il reinsediamento, 960 dei quali nel 2013. Gli Stati Uniti hanno dichiarato la loro volontà di offrire un numero imprecisato di altri posti. E noi? Dov'è finita l'Italia? Il nostro Paese non ha aderito all'appello dell'UNHCR e nemmeno ha previsto, tantomeno adottato, delle forme di protezione ad hoc per i profughi siriani, nonostante gli arrivi si siano già verificati. Secondo le stime ufficiali, nel 2013, sono sbarcati in Italia 4.600 siriani, molti fra loro sono stati inviati nei centri di prima accoglienza CARA mentre altri hanno ricorso alla rete dei supporti familiari. Intanto il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha richiesto al Governo Italiano, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Enrico Letta, il Ministro dell'Interno Angelino Alfano, il Ministro degli Esteri Emma Bonino, di decretare la protezione temporanea a favore dei profughi siriani arrivati in Italia e di quelli che arriveranno nel prossimo futuro, in attuazione dell'Articolo 20 del Testo Unico Immigrazione. Il CIR ha inoltre richiesto al Governo di promuovere il trasferimento di un determinato numero di profughi siriani particolarmente vulnerabili dai Paesi di primo rifugio, Libano, innanzitutto, in Italia, in analogia con le misure già annunciate e attuate da Germania, Austria, Svezia e Svizzera.