Rifiuti, monta la polemica sul “nuovo” sito di Falcognana

19/09/2013 di Redazione
Rifiuti, monta la polemica sul “nuovo” sito di Falcognana

Scaduti da pochissimo i bandi per il trasporto di tutti i rifiuti trattati negli impianti Ama fuori dalla regione e si avvicina il momento della chiusura di Malagrotta, che dovrà essere sostituita (il primo ottobre) da quella di Falcognana (in funzione dal 2006). Il commissario all'emergenza rifiuti Sottile è ottimista: "A Falcognana porteremo 300 tonnellate al giorno con 12 camion da 25 tonnellate. Non credo che compromettano la viabilità". La promessa è che la soluzione sarà "temporanea". Le previsioni parlano di due anni circa, e sottolinea come "la via Ardeatinanon viene assolutamente interessata e neanche il santuario del Divino Amore". Non la pensano così i manifestanti che hanno sfilato nei giorni scorsi e torneranno a farlo sabato partendo da piazza della Repubblica. Il ministro all'Ambiente Orlando invece pensa un'ordinanza. L'obiettivo, un presidio del Noe a per controllare che i rifiuti siano trattati. Ma è tuttora molto accesa la polemica sul "nuovo"sito. Rispondendo infatti all'interpellanza presentata da Renato Brunetta (Pdl) il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, sottolinea che l'area individuata è sì dichiarata "di notevole interesse pubblico" e che "la realizzazione di nuove discariche non è consentita", ma "quella esistente, se non ci sono modifiche sostanziali, può essere usata perché il vincolo paesaggistico del 2010 è successivo all'autorizzazione (del 2006)"; in ogni caso previo "il rispetto di una serie di vincoli con riferimento al recupero e ampliamento di discariche già esistenti". Sono previste "modifiche e interventi di recupero, che passano solo dopo una valutazione di compatibilità con i valori riconosciuti del paesaggio agrario". "La discarica di Falcognana esiste da tempo e, come è stato ribadito, si tratta di un sito provvisorio in cui dai rifiuti pericolosi saranno conferiti rifiuti trattati", taglia corto il governatore Nicola Zingaretti. Che lancia il suo personale appello alla stampa: non dire nuova, perché il sito esiste da anni.