Salute nel Lazio, la crisi spinge a curarsi di meno

19/09/2013 di Redazione
Salute nel Lazio, la crisi spinge a curarsi di meno

Secondo dati elaborati dalla Uil Lazio in collaborazione con l'istituto Eures, ricerche economiche e sociali, nella nostra regione si registra una diminuzione considerevole delle spese sanitarie pubbliche. Una progressiva flessione dal2008 aoggi e che nel 2012 è stata pari a  7,9% rispetto al 2011 (9,8% al netto dell'inflazione) fino a toccare 15,2% nel triennio 2010-2012. Tradotto in moneta, significa una spesa media mensile per visite ed esami a famiglia di 88,36 euro: il valore più basso negli ultimi cinque anni (nel 2010 la spesa era pari a 104,18, nel2011 a95,96 euro). Un andamento in discesa che si scontra con quello delle altre regioni italiane dove i numeri, per l'Eures, restano sostanzialmente invariati nel corso degli anni. Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, commenta così: "i cittadini, fortemente provati da questa crisi stanno tagliando, purtroppo, anche le spese di primaria importanza, come quelle perla sanità. Rimettendociin salute". Inoltre, secondo il sindacato, a tutto questo si aggiunge una riduzione delle strutture ospedaliere che, tra il 2008 e il 2012 sono diminuite del 7,5% ( - 7,7% pubbliche,  -  7,2% private). Ancora una volta un andamento in controtendenza rispetto alle regioni del Nord dove sono invece aumentate del 13,9%. Non solo: "Anche i posti letto nella nostra regione hanno subito un forte calo", aggiungono dalla Uil "un meno 15,7% con un taglio del 5,7% del personale medico e del 5% di quello infermieristico". Un andamento, per Bombardieri che ha "inevitabilmente prodotto minore assistenza, tempi di attesa più lunghi e disoccupazione con un peggioramento della qualità di vita. L'importante riforma dell'intero sistema sanitario regionale voluta dal presidente Zingaretti rappresenta un primo passo in avanti in una regione fortemente provata da anni di sprechi, inefficienza e abusi di potere".