SPRAR: obiettivo 16.000 posti

12/09/2013 di Redazione
SPRAR: obiettivo 16.000 posti

La scorsa settimana è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale  il decreto del Ministero dell'Interno per accedere al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo (FNPSA), che finanzierà i progetti degli enti locali per lo Sprar per i prossimi tre anni. A poter presentare le domande per un contributo sono i comuni, le unioni di comuni e le province, anche in forma di consorzio, in partenariato con le realtà del privato sociale. E' uno dei primi interventi dopo l'"emergenza Nord Africa" e arriva con la nuova emergenza relativa ai profughi siriani e egiziani.  ''Il Ministero dell'Interno sta pensando a uno SPRAR capace di garantire fino a 16.000 posti e questo dimostra il riconoscimento dell'incredibile lavoro condotto dagli Enti locali, e dagli enti di tutela con cui collaborano, da oltre un decennio, nella presa in carico di richiedenti e titolari di protezione internazionale" dice Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.  ''Con questo rafforzamento - aggiunge - intravediamo finalmente un unico sistema di accoglienza italiano, sostenuto da un forte patto istituzionale. Governo, Regioni e Comuni sono, infatti, concordi nell'individuare nello SPRAR il centro di un modello italiano di accoglienza in grado di intervenire tempestivamente dal momento dell'approdo in Italia, a prescindere dall'eccezionalità' degli arrivi, che comunque devono essere previsti e affrontati per tempo, superando una volta per tutte l'approccio emergenziale che impedisce di lavorare al meglio''. Il governo ha assicurato " l'individuazione delle risorse" e nei prossimi tre anni, assicura Fassino, "i Comuni dello SPRAR sapranno impegnarsi per dare vita a modelli virtuosi di comunità locali multiculturali, di ottimizzazione delle risorse e di welfare per i cittadini, autoctoni o migranti che siano". Rimane però il nodo dei Minori stranieri non accompagnati. ''Riceviamo oramai quotidianamente richieste di aiuto dai Sindaci dei Comuni più esposti - segnala il presidente dell'Anci - che non possono essere lasciati soli a fronteggiare una situazione frutto di eventi geo politici che riguardano lo stato centrale e soprattutto l'Europa. Si rende necessario, come più volte richiesto dall'ANCI, l'implementazione dell'apposito fondo nazionale con risorse certe e stabili".