Un istituto nazionale per contrastare la povertà: il SIA

26/09/2013 di Redazione
Un istituto nazionale per contrastare la povertà: il SIA

Un istituto nazionale di contrasto alla povertà per aiutare le famiglie in difficoltà. Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ci sta pensando. L'istituto si chiamerebbe SIA, Sostegno per l'Inclusione Attiva, una misura nazionale in grado di contrastare l'esclusione sociale e le difficoltà economiche delle fasce più deboli della popolazione. E' stato proprio il Ministro Enrico Giovannini ad illustrare il progetto in Senato.  Il Sostegno per l'Inclusione Attiva si pone l'obiettivo di garantire alle famiglie in difficoltà "l'acquisto di un paniere di beni e servizi ritenuto decoroso sulla base degli stili di vita prevalenti". Prestazioni monetarie differenti, in base al reale bisogno delle famiglie. Nel nostro Paese sarebbero oltre cinque milioni, le persone che vivono in una condizione di povertà assoluta. I cittadini che entrano nel programma si devono impegnare "a perseguire concreti obiettivi di inclusione sociale e lavorativa". L'obiettivo sarebbe quello di non limitare l'intervento a un mero sussidio economico, piuttosto di costruire le basi per rendere economicamente indipendenti le famiglie più in difficoltà. Il SIA sarebbe indirizzato a chi vive stabilmente nel nostro Paese, compresi i migranti con un regolare permesso di soggiorno. Un sistema di sostegno chiesto dall'Europa, visto che nel 2008 la Commissione Europea aveva già raccomandato che tutti i paesi adottassero una strategia di inclusione attiva.  Il gruppo di lavoro guidato dal viceministro Maria Cecilia Guerra individua l'Inps come il soggetto più adatto a erogare le prestazioni monetarie previste dal SIA. E ipotizza una articolata serie di attività di monitoraggio e valutazione del sistema. Lo studio del ministero immagina anche i costi del progetto che una volta a regime sarebbero di 7-8 miliardi di euro