“Qualità del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratori immigrati”

03/10/2013 di Redazione
“Qualità del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratori immigrati”

L'Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil ha svolto la ricerca dal titolo "Qualità del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratori immigrati" su un campione di oltre mille migranti  provenienti da diverse aree del mondo, in 10 regioni del nord, centro e sud Italia. L'indagine, dalle testimonianze raccolte, dichiara che quattro migranti su dieci potrebbero lasciare l'Italia, ed intraprendere un nuovo percorso migratorio o ritornare nei paesi d'origine, a causa della crisi del mondo del lavoro. Il quadro che emerge dall' indagine, così come dai dati Istat, descrive ancora una volta "un lavoro immigrato dequalificato, in cui non c'è quasi mai progressione di carriera e che rimane fortemente confinato nei settori a minor valore aggiunto". Come sappiamo la crisi ha colpito l'occupazione, le retribuzioni e le condizioni di lavoro, e l'effetto è che aumentano gli orari ma diminuiscono le giornate lavorative, aumenta il lavoro nero, le forme di falso part-time e il falso lavoro autonomo. Ma soprattutto, aumentano le paure e quella di perdere o non trovare più lavoro coinvolge la quasi totalità dei migranti, perché il lavoro garantisce loro di poter soggiornare regolarmente nel nostro paese. Dunque i lavoratori sono più ricattabili e le condizioni di lavoro, già molto problematiche, diventano ancora più vessatorie.