A Napoli la mobilitazione “Terra dei fuochi”

31/10/2013 di Redazione
A Napoli la mobilitazione “Terra dei fuochi”

Si è svolto sabato 26 ottobre, a Napoli, la giornata di mobilitazione e denuncia "Terra dei fuochi", promossa dal sito omonimo, comitati e cittadini hanno invaso la città per chiedere bonifiche tempestive. A sfilare circa 20mila persone per dire "No ai roghi tossici". Il corteo è partito da piazza per proseguire fino al palazzo della Regione. A piazza Dante sono arrivati quaranta autobus dalla provincia di Napoli, da quella di Caserta, di Salerno, di Avellino e di Benevento. Alle 16.00 il concentramento a piazza Dante tra gli striscioni le scritte "Stop biocidio", "Nè a Giugliano nè altrove", "Entrano rifiuti escono veleni". Uno striscione particolarmente incisivo sull'emergenza rifiuti "Industria padana, camorra puttana". La sintesi dell'accusa all'industria del nord di essersi avvalsa della complicità a pagamento della camorra per risparmiare valanghe di soldi sugli smaltimenti delle scorie, sversandole in Campania. "Prima di tutto è necessario fermare l'avvelenamento delle nostre terre - ha detto Angelo Ferrillo, promotore dell'iniziativa e gestore del sito laterradeifuochi.it - per evitare che anche le bonifiche possano diventare un affare".
Ferrillo, ha poi scritto sulla pagina di facebook della Terra dei Fuochi, subito dopo la manifestazione: "Se non arriveranno risposte immediate contro i Roghi Tossici e quanti smaltiscono illegalmente ogni sorta di rifiuti speciali. Visto che in meno di 15 giorni abbiamo portato 100.000 persone in piazza. Entro il prossimo mese ne porteremo 1.000.000. Questa storia deve finire. Questo è l'inizio della fine". Intanto il prossimo appuntamento  è già fissato  per il 16 novembre. Un corteo (#fiumeinpiena), promosso da decine di realtà differenti (comela Rete StopBiocidio, i Comitati Fuochi, Don Patriciello, I collettivi studenteschi e molti altri gruppi territoriali), partirà da Piazza della Borsa e sfilerà per le vie della città con molti punti per cui battersi: dallo stop ai veleni, al controllo popolare sulle bonifiche, dall'analisi dei terreni contaminati fino al grave problema della sanità pubblica che dovrebbe garantire screening e cure gratuite a chi è vittima di avvelenamento ambientale.