Bologna vuole chiudere il Cie

31/10/2013 di Redazione
Bologna vuole chiudere il Cie

Il Consiglio Comunale di Bologna si è espresso contro la riapertura del CIE di Bologna, chiuso dallo scorso marzo per lavori. Con un ordine del giorno proposto dal gruppo di SEL, il Consiglio ha dichiarato "l'indisponibilità a ospitare sul territorio del comune un centro di identificazione e espulsione per migranti". Il documento approvato chiede al sindaco Virginio Merola di "adoperarsi perché la struttura di via Mattei non riapra, anche agendo presso la prefettura per quanto in suo potere". Un'iniziativa salutata con gioia dalle associazioni che si battono da anni per la tutela delle persone immigrate, anche attraverso pratiche radicali come lo smontaggio del 2001 o le tante azioni di supporto alle rivolte e alle evasioni dei detenuti. "E' importante - dicono in una nota - che il Comune abbia sancito il proprio rifiuto alle strutture di incarcerazione per migranti, specialmente in un momento in cui la commozione e l'indignazione per le morti nel Mediterraneo rischiano di legittimare accordi per rendere ancora più chiusa e blindata l'Europa, anche con la collaborazione dei regimi stessi da cui fuggono le persone". "A Bologna, a Mineo, a Lampedusa, a Bruxelles, a Parigi, è necessaria un'altra politica dell'immigrazione - conclude la nota - ce lo dicono le persone che scampano ai naufragi. Ma lo reclamano anche i giovani europei, figli di leggi securitarie e razziste, determinati però a non farsi derubare il futuro e una cittadinanza sempre più sottile e incerta per tutti".