Bracciano e Divino Amore, un fronte comune contro le nuove discariche

31/10/2013 di Redazione
 Bracciano e Divino Amore, un fronte comune contro le nuove discariche

Ad appena quattro settimane dalla chiusura di Malagrotta non si ferma la protesta contro il conferimento dei rifiuti di Roma e del Vaticano a Cupinoro, ora spalleggiata anche dal presidio "No discarica Divino Amore".  Sabato 26 ottobre la manifestazione ha quasi bloccato il traffico sulla strada che congiunge Bracciano a Cerveteri, salvo nei punti presidiati dalle forze dell'ordine. Il sito che - in base all'ordinanza del prefetto Sottile, Commissario ai Rifiuti - dovrebbe accogliere 20 mila tonnellate di rifiuti trattati fino al 31 dicembre 2012, viene ritenuto inidoneo dagli abitanti dell'area. Dura la presidente dell'associazione «Salviamo Bracciano», Fiorenza Rossetto: «Non vogliamo che Bracciano diventi un polo industriale dei rifiuti né la pattumiera di Roma, soprattutto dopo che in varie occasioni ci hanno promesso che la discarica di Cupinoro avrebbe chiuso - sottolinea -. La discarica è in una zona a protezione speciale e solo l'Ue potrebbe decidere eccezionalmente un eventuale ampliamento. Queste decisioni sono state prese tutte all'insaputa dei cittadini, e questo è gravissimo». Il sindaco di Bracciano Giuliano Sala tenta di calmare gli animi: in sostanza si tratterà soltanto di «rifiuti trattati», come già previsto da tempo. Ma i Radicali rincarano la dose e accusano in un esposto: «Nelle discariche del Lazio vengono già gestiti rifiuti illegali». E richiamano al dovere di sorveglianza: in un dossier illustrano «come ancora vengano sversati in discarica rifiuti non trattati o trattati in modo insufficiente, in violazione della normativa europea e nazionale». E avvertono: «Il conferimento di rifiuti non trattati provoca percolato, che può inquinare il terreno e le falde acquifere, provocare odori nauseabondi, gas nocivi, danni ambientali enormi e danni alla salute dei cittadini».