Siria: a che punto siamo con il Programma di resettlement?

24/10/2013 di Redazione
 Siria: a che punto siamo con il Programma di resettlement?

I Paesi che collaborano con l'UNHCR per il Programma di resettlement e ammissione di rifugiati siriani sono 16. Circa 12 di questi paesi hanno offerto in tutto 10.000 posti. Nella lista dei 16 Paesi c'è anche la Moldavia ma continua a mancare l'Italia. Hanno preso impegni ben precisi Australia, Austria, Canada, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Svizzera, ma anche la Moldavia; partecipano anche Francia e Stati Uniti, anche se questi due Stati non hanno ancora comunicato numeri precisi sulle accoglienze che intendono fare. Grandi assenti dalla lista, il Regno Unito e l'Italia. L'UNHCR chiede ai Paesi industrializzati di prevedere posti addizionali rispetto alle loro quote ordinarie, per non interrompere i flussi provenienti da altre zone del mondo in difficoltà. L'obiettivo proposto dall'Alto Commissariato è quello di accogliere 30000 rifugiati entro il 2014 "con particolare attenzione ai più vulnerabili, quali i sopravvissuti di torture e violenze, donne e bambine a rischio, rifugiati in critiche condizioni di salute e Lgbti". A oggi una dozzina di Paesi interessati al resettlement e alle ammissioni umanitarie hanno offerto in tutto 10.000 posti e l'Alto commissiariato ha loro sottoposto 1200 casi. La Germania come già detto, si è impegnata per l'ammissione umanitaria di 5000 siriani provenienti dal Libano e l'Austria di 500. Anche il Comitato nazionale brasiliano per i rifugiati (Conare), ha deciso di emettere speciali visti umanitari per i cittadini siriani e di altre nazionalità colpiti dal conflitto e che intendono cercare rifugio in Brasile, per accelerare il loro ingresso.  L'Unhcr ha sottolineato che il Brasile è il primo Paese americano ad adottare un simile approccio nei confronti dei rifugiati siriani. Fra i due Paesi, del resto, esiste un importante legame storico: 3 milioni di brasiliani hanno antenati siriani, soprattutto a seguito di un'ondata migratoria che risale agli inizi del XX secolo.