Siria, il dramma dei “viaggi della speranza”

17/10/2013 di Redazione
Siria, il dramma dei “viaggi della speranza”

Dopo due anni e mezzo di guerra civile in Siria non c'è più cibo, e le città oltre ad essere ridotte in frantumi sono senza risorse. La situazione umanitaria è drammatica, gli imam hanno emesso un fatwa che autorizza il consumo di carne impura, solo se di animali già morti o uccisi dalle bombe. I viaggi della speranza dei profughi siriani sono iniziati, e l'ultima imbarcazione con a bordo circa 150 persone è arrivata lo scorso 15 ottobre a Lampedusa. I migranti sono stati soccorsi e trasferiti al centro d'accoglienza che ospita di nuovo circa 1.000 migranti in uno spazio che ne può ospitare non più di 250. Su 9mila siriani giunti in Italia, almeno la metà non ha richiesto asilo, non si è fatto prendere le impronte e di conseguenza ha subìto un decreto di espulsione. Altri sono i Siriani, almeno 20, che dalla Sicilia sono riusciti a raggiungere Milano, nella speranza di poter prendere un treno per il Nord Europa e ricominciare da capo, lasciandosi alle spalle il conflitto in patria, le violenze, e la pericolosissima traversata del Mediterraneo. Per assistere e informare i profughi, il Comune di Milano, sta chiamando a raccolta le associazioni che si occupano di emergenze sociali "per costituire un tavolo di coordinamento". Alcune associazioni hanno già risposto all'appello, adoperandosi per trovare alloggi temporanei a queste famiglie e per raccogliere cibo, vestiti e beni di prima necessità. Si tratta però di piccoli interventi e per questo l'assessore ha sottolineato la necessità di un piano di coordinamento nazionale per affrontare il problema, perché si prevede che sempre più profughi giungeranno a nord nel tentativo di raggiungere le tanto agognate mete del Nord Europa.