Fuggiti i superstiti di Lampedusa accolti a Roma la settimana scorsa

21/11/2013 di Redazione
Fuggiti i superstiti di Lampedusa accolti a Roma la settimana scorsa

Si sono perse le tracce degli 89 scampati al naufragio di Lampedusa che erano giunti nella Capitale solo una settimana fa, ricevuti dal sindaco Marino in persona. La notizia è stata confermata martedì 18 dall'assessorato al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale: i rifugiati (in attesa di riconoscimento dello status) hanno lasciato la casa dell'istituto «Teresa Gerini» dei Salesiani, dove dormivano, e si sono allontanati svanendo nel nulla. Si sono allontanati con le loro poche cose: jeans, scarpe da ginnastica, felpe e buste di plastica da supermercato piene degli effetti personali raccolti a Lampedusa. Erano 88 uomini e una donna, tutti eritrei, in tasca avevano una lettera di benvenuto, una scheda telefonica internazionale, una cartina della città, un kit di prima accoglienza (shampoo, sapone e asciugamano) e 35 euro al giorno di diaria. Un pacchetto della durata di sei mesi assicurato dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) del Ministero degli Interni, con il contributo dello stesso Comune di Roma per una quota pari al 20 per cento (7 euro). Per loro si era mossa anche la comunità ebraica che tramite il presidente Riccardo Pacifici aveva assicurato aiuto e la disponibilità a offrire lavoro. «Confermo che se ne sono andati via tutti o quasi tutti», ammette un portavoce dell'assessorato competente. «Tra domenica e lunedì, in varie tranche hanno abbandonato il centro in cui li avevamo ospitati. Non sappiamo il motivo, anche perché avevamo offerto loro la migliore accoglienza possibile. Può essere che molti di loro volessero raggiungere il Nord Europa, magari dove già hanno parenti, e muovendosi per lo più in gruppo questo spiegherebbe la partenza in massa». I profughi eritrei, infatti, «sono liberi di andarsene dal centro di accoglienza e, quando otterranno lo status di rifugiati politici, saranno liberi di andarsene anche dall'Italia». «Non hanno dato preavviso, né del resto erano tenuti a darlo. Nel centro erano ospiti, non prigionieri, liberi di andarsene quando volevano». L'improvvisa fuga non cambia i programmi delle istituzioni: «I loro posti verranno dati ad altri richiedenti asilo, perché vogliamo proseguire nella politica di accoglienza in discontinuità col passato». Quanto al conto dedicato che era stato attivato, spiegano dal Comune, «Verrà destinato ad altri rifugiati, ma essendo appena successo sono solo ipotesi, vedremo nell'immediato futuro».