Il tribunale di Milano: “Anche i giovani stranieri devono poter fare il servizio civile, il bando va modificato subito”

21/11/2013 di Redazione
Il tribunale di Milano: “Anche i giovani stranieri devono poter fare il servizio civile, il bando va modificato subito”

Una sentenza del tribunale di Milano accoglie il ricorso di alcuni giovani stranieri che chiedevano di poter svolgere il servizio civile, segnando un punto importante a favore dell'integrazione. Secondo il giudice Fabrizio Scarzella, in base dell'articolo 2 della Costituzione deve essere permesso "allo straniero residente in Italia di concorrere al progresso materiale e spirituale della società e all'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale attraverso la sua partecipazione al servizio civile nazionale".A presentare ilricorso erano state le associazioni 'Studi giuridici sull'Immigrazione' e 'Avvocati per Niente onlus'. E con loro soprattutto quattro giovani stranieri, tra cui un cingalese e una marocchina: residenti in Italia da oltre dieci anni e assistiti dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, chiedevano di poter presentare la domanda di servizio civile. Ma il bando per la selezione di 8.146 volontari pubblicato il 4 ottobre scorso era aperto solo ai cittadini italiani. A nulla era servito il fatto che nel gennaio del 2012la sezione Lavorodel tribunale di Milano avesse già stabilito, accogliendo il ricorso di uno studente pakistano, che gli immigrati che hanno il permesso di soggiorno fanno parte "in maniera stabile e regolare" della "comunità" e che quindi anche a loro deve essere riconosciuto il diritto di svolgere il servizio civile. Una sentenza è stata richiamata nella sua ordinanza dal giudice Scarzella, il quale spiega inoltre come "il termine cittadino", in relazione alle norme sul servizio civile, "va inteso riferito al soggetto che appartiene stabilmente e regolarmente alla comunità italiana con conseguente illegittimità, per discriminatorietà, dell'articolo 3 del bando impugnato", che negava l'accesso agli stranieri. Il servizio civile, si legge nell'ordinanza, "tende a proporsi come forma spontanea di adempimento del dovere costituzionale di difesa della patria". Ne consegue - ed è il punto più significativo - la richiesta del giudice "all'Ufficio nazionale per il servizio civile di cessare il comportamento discriminatorio, di modificare il bando nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza consentendo l'accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia e di fissare un termine non inferiore a dieci giorni dalla comunicazione della presente ordinanza per la presentazione delle ulteriori domande di ammissione". L'ordinanza, ha spiegato l'avvocato Guariso, "è immediatamente esecutiva e il ministero non potrà cercare di sottrarsi nuovamente, come ha fatto lo scorso anno, alla sua esecuzione".