La difficile condizione dei rifugiati siriani in Giordania

07/11/2013 di Redazione
 La difficile condizione dei rifugiati siriani in Giordania

Amnesty International ha diffuso un rapporto sulla difficile condizione dei rifugiati siriani in Giordania e i respingimenti illegali alla frontiera. Sono oltre due milioni i rifugiati che hanno lasciato la Siria, dando vita alla peggiore crisi umanitaria del decennio. La maggior parte di loro ha trovato riparo in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Almeno altri 4,25 milioni risultano sfollati all'interno della Siria e adesso sono anche a rischio di un'epidemia di poliomielite. Questo flusso di rifugiati sta gravando in modo enorme, soprattutto sulla Giordania. Le risorse sono inevitabilmente al limite e tra la popolazione locale cresce il malcontento. Da alcuni mesi, sono iniziati i respingimenti alla frontiera siro-giordana. Nonostante le dichiarazioni ufficiali secondo le quali il confine rimane aperto per tutti coloro che fuggono dal conflitto, le ricerche di Amnesty International hanno messo in luce che l'ingresso in Giordania viene negato ad almeno quattro categorie di persone: i palestinesi e gli iracheni rifugiati in Siria, le persone prive di documenti d'identità e gli uomini non accompagnati che non possono dimostrare di avere legami familiari in Giordania. Famiglie hanno raccontato ad Amnesty International di essere state rimandate indietro dalle autorità di frontiera giordane. Per coloro che hanno ottenuto l'ingresso in Giordania, il rimpatrio forzato è un rischio ulteriore. Le autorità giordane hanno dichiarato ad Amnesty International che non avrebbero rimandato nessuno in Siria. Tuttavia, nell'agosto 2012, circa 200 persone sono stati rinviati in Siria dopo una protesta scoppiata nel campo rifugiati di Za'atri, il più grande della Giordania (ospita attualmente oltre 120.000 persone). Da allora, anche altre persone sono state respinte. Per chi non rischia il rimpatrio, i problemi più grandi si chiamano mancato accesso all'acqua potabile, alti livelli di criminalità e assenza di sicurezza, soprattutto per le donne e le ragazze.