Ricordando Massimo Paolicelli

07/11/2013 di Redazione
 Ricordando Massimo Paolicelli

Il giorno di Ognissanti ci ha lasciato Massimo Paolicelli. È stato tante cose: volontario, pacifista, obiettore di coscienza. Attivista prima della Lega obiettori di coscienza, poi fondatore dell'Associazione obiettori nonviolenti e insieme a molti di noi ha dato vita prima alla campagna Sbilanciamoci e poi alla Rete per il Disarmo. Ha animato negli anni '90la campagna Ventidi Pace. Per oltre un ventennio è stato collaboratore ed assistente parlamentare all'inizio con il gruppo dei Verdi e poi, da ultimo, con Sinistra Ecologia e Libertà. Ha scritto spesso per il Manifesto. Girava sempre con il simbolo nonviolento con il fucile spezzato da due mani. Lo teneva appuntato sempre sulla giacca. È sempre stato coerente con le sue idee, non le ha mai tradite. Era un nonviolento nella teoria e nelle pratiche. Ma lo era anche nel temperamento: mite, tenero, sempre pronto ad ascoltare e a dialogare. Non l'ho mai sentito alzare la voce. Eppureriusciva ad essere incredibilmente determinato quando si batteva per le sue idee. Era preparato e competente: per anni ha curato le analisi e le proposte sul tema delle spese militari per la controfinanziaria di Sbilanciamoci. Ha sempre dato importanza al lavoro di base: per lui l'organizzazione di banchetti, sit in, raccolte di firme era la quotidianità, non un modo, ma il modo forse più importante di fare politica. L'ultima impresa nella quale è stato impegnato è stata la campagna contro gli F35, nel paese e in Parlamento. Fu lui a scrivere la mozione contro gli F35 il giugno scorso e a coordinare insieme a molti altri la mobilitazione. Ilsit in contro gli F35 di fine giugno a piazza Montecitorio fu particolarmente riuscito: in gran parte merito suo. Massimo Paolicelli è stato quello che Aldo Capitini avrebbe definito: un "persuaso", cioè una persona coerente con quello in cui ha sempre creduto e che ha fatto in modo infaticabile della sua vita un'opera quotidiana e costante all'insegna della giustizia, della pace, del bene. Saluti di pace, Massimo!
Giuseppe Zarbo