Tornano i disagi per via degli storni, ma i soldi per allontanarli sono finiti

14/11/2013 di Redazione
Tornano i disagi per via degli storni, ma i soldi per allontanarli sono finiti

Come ogni autunno torna l'incubo di pedoni e ciclisti: già da giorni gli storni solcano il cielo della capitale - si dice siano 4 milioni - e imbrattano alberi e strade, soprattutto sul lungotevere. Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma (9.000 iscritti) avverte che la ciclabile sul lungotevere, specie nel tratto tra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi, rischia di diventare «un tappetino di guano»: perciò ha scritto all'assessore all'Ambiente Estella Marino chiedendo misure affinché «la ciclabile possa essere percorribile e igienicamente accettabile». Ma i soldi per gli interventi anti uccelli sono finiti: nemmeno quelle poche migliaia di euro che servivano ad allontanare gli storni dai platani del lungotevere inviandoli verso il parco di Monte Mario, tramite un apparecchio audio che diffondeva un grido per spaventare gli uccelli. Ora, finiti i soldi, a residenti e ciclisti non resta che scendere in piazza con pentole e coperchi: per cacciare gli storni con il gran baccano prodotto sbattendo gli utensili, come si faceva anni fa. «Quest'anno hanno appena approvato il bilancio - spiega la Lipu, la lega italiana per la protezione degli uccelli - e da questo bilancio sarebbero stati tagliati all'ambiente la metà dei fondi, compresi quelli del Progetto Storni, che a oggi non può essere finanziato. Se ci sono problematiche urgenti e avvenimenti straordinari il sindaco dovrà adesso provvedere con qualcosa di straordinario». Fino a quattro anni fa, erala stessa Lipuincaricata di allontanare gli storni: il progetto, compreso uno studio, un call center per le segnalazioni ed apparecchiature fisse nei luoghi più «affollati» (come viale delle Milizie) costava 100 mila euro l'anno. Ultimamente l'allontanamento veniva effettuato da una società del Campidoglio (meglio dell'Ama), l'associazione «Fauna urbis» con fondi che riceveva direttamente dal comune. Anche il I Municipio sta pensando a come intervenire. « Noi ci siamo già attivati come Municipio con l'assessorato e il dipartimento ambiente - afferma l'assessore all'Ambiente del I Municipio Anna Vincenzoni -. Al momento non abbiamo avuto ancora nessuna risposta, ma da quel che sappiamo non c'è la possibilità economica di far fronte al problema. Stiamo comunque cercando qualche soluzione e anche noi abbiamo scritto ad Estella Marino. Non è solo un problema solo ciclisti, in qualche modo riguarda tutti i cittadini e soprattutto i motorini». Difficile che gli storni non scelgano i rami degli alberi del centro della città: per loro sono più caldi grazie all'illuminazione e soprattutto si sentono più protetti rispetto gli uccelli predatori. Quindi vanno allontanati perché il loro guano non invada le strade cittadine. «Spostare gli storni verso altri luoghi - commenta la senatrice del Pd Monica Cirinnà, che a lungo si è occupata di diritti degli animali in Campidoglio - è un servizio inderogabile per i cittadini e un modo per rendere le strade sicure perché sono moltissime le persone che scivolano sul guano. E soprattutto i conducenti di motorini. Questo non è un caso eccezionale, deve essere una spesa ordinaria, prevista ogni anno perché arrivano a Roma 4 milioni di storni». E conclude: «L'assenza di programmazione su tutto il settore degli animali sta portando a molte situazioni di disagio per gli umani e per gli animali stessi».