Il Tar dà ragione ai comitati in difesa di Colfelice. La “nuova” discarica era illegittima

12/12/2013 di Redazione
Il Tar dà ragione ai comitati in difesa di Colfelice. La “nuova” discarica era illegittima

Per quattro mesi a Colfelice (fino al 5 agosto scorso) sono arrivate 420 tonnellate al giorno di spazzatura dalla Capitale: nemmeno la battaglia legale ingaggiata dai Comuni contro il ministero dell'Ambiente, con ricorsi e controricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, aveva fermato i camion pieni di immondizia dalla «città eterna». Nonostante i forti timori degli abitanti della zona per i possibili risvolti negativi sulla salute e la tutela dell'ambiente. Ora la seconda sezione bis del Tar del Lazio ha annullato parte del provvedimento con il quale il commissario per i rifiuti, Goffredo Sottile, aveva individuato in Colfelice uno dei quattro impianti per trattare i rifiuti indifferenziati di Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. I giudici del tribunale amministrativo hanno stabilito che «nessuna disposizione autorizza a ritenere tra le competenze il conferimento per il trattamento meccanico-biologico in impianti di differenti ambiti territoriali ed adibiti, nonché dimensionati, a diverse esigenze in sede locale». E questo per i giudici del Tar «è sufficiente ad inficiare la legittimità dei decreti ministeriali impugnati». Soddisfatti i sindaci dei due comuni, che annunciano nuove azioni: «Chiederemo i danni al ministero dell'Ambiente e al commissario Sottile - tuona il primo cittadino di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati- perché per mesi abbiamo avuto un territorio invivibile con cattivi odori, esalazioni, strade sporche. Eravamo convinti dell'illegittimità dei provvedimento , ma abbiamo dovuto subire l'arrivo dei rifiuti da Roma». Sulla stessa lunghezza d'onda Bernardo Donfrancesco, sindaco di Colfelice. «Finalmente - aggiunge - abbiamo avuto ragione, anche se a distanza di mesi, quando ormai i rifiuti di Roma non arrivano più nel nostro impianto. Le nostre rimostranze erano giuste. Siamo soddisfatti. Avevamo evidenziato tutte le nostre ragioni al commissario Sottile e all'allora ministro dell'Ambiente Clini, che però decisero di andare avanti per la loro strada». Ora si attende il prossimo capitolo in tribunale.