Nelle mense scolastiche un menu più sano e biologico

12/12/2013 di Redazione
Nelle mense scolastiche un menu più sano e biologico

Una dieta più attenta alla salute e alla qualità è raccomandata nel decreto approvato qualche settimana fa dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Più cibi integrali, meno carne rossa. Più alimenti ricchi di fibre e meno zuccheri semplici. Più prodotti biologici e meno ortaggi delle serre. Non consigli nutrizionali, dunque, ma obblighi di legge. Dettati dall'allarme per l'obesità infantile (uno su tre dai 6 agli 11 anni pesa troppo), per l'ipertensione già alle elementari tra i sovrappeso, per la glicemia alta.  Sono infatti più di due milioni i giovani che in Italia soffrono di disturbi del comportamento alimentare come, oltre all'obesità, bulimia e anoressia. «Un fenomeno che preoccupa - spiega Piernicola Garofalo presidente della Società italiana di medicina dell'adolescenza che ha lavorato su questi dati - perché tanti giovani non riconoscono il disturbo e rifiutano il trattamento. I problemi vengono riversati sul cibo, l'alimentazione, anche a 8 anni, diventa la soluzione di un disagio, della tossicità delle relazioni e delle tensioni». Nel decreto anche raccomandazioni per chi soffre di celiachia: il governo ha deciso che vada ritagliata anche per loro una quota nel bando delle gare d'appalto. Si prevede anche l'attribuzione di un punteggio per «le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea». Si ridurranno, così, le proposte di pasti etnici che negli ultimi anni sono stati introdotti soprattutto nelle scuole elementari. I cibi biologici, con ogni probabilità, faranno fatica a entrare nelle scuole per via dei costi che vengono stimati tra il 50 e il 100% in più rispetto agli stessi non biologici. Nonostante questo, le mense biologiche, a cominciare dai maggiori comuni, sono aumentate del 51% negli ultimi cinque anni: sono 1.196 quelle totalmente bio, la maggioranza nelle regioni del Nord (dati Nomisma). Due sole limitazioni imposte dal provvedimento, che riguardano le carni rosse (bue e cavallo) e zuccheri semplici (ad assorbimento rapido quelli utilizzati per i dolci, in polvere o in zollette). «La carne rossa si digerisce con difficoltà e, in età adulta, può diventare concausa di patologie anche importanti come il cancro del colon - spiega Ermanno Calcatelli presidente dell'Ordine dei biologi esperto in nutrizione -. Attenzione, fin da piccoli, anche al sale. E attenzione anchea tutelare ilfegato che non riesce a sopportare carichi di grassi e fritti neppure nei bambini. Piuttosto insegnare ad apprezzare, seppur in piccole dosi, noci e frutta secca». Bambini anche a lezione di prima colazione. Nel 2012, dati Unicef-Istat, la quota di bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni che fa il pasto mattutino in modo sregolato si attesta sul 10%. La fascia tra gli 11 e i 17 è quella più a rischio perché, nella maggior parte dei casi, si affida ad una tazza di caffè e latte e basta.