Terra dei fuochi, ok al decreto legge ma i movimenti campani non ci stanno

05/12/2013 di Redazione
Terra dei fuochi, ok al decreto legge ma i movimenti campani non ci stanno

E' di martedì l'annuncio via twitter del Ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo "Ok al decreto sulla terra dei fuochi in Consiglio dei ministri". Con il decreto legge viene introdotto nell'ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti. E' inoltre stabilita la perimetrazione delle aree agricole interessate e della campagna ed entro 150 giorni tutti i terreni saranno controllati. Prevista infine anche la possibilità di usare i militari. Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, in conferenza a Palazzo Chigi dopo l'approvazione del provvedimento sulle emergenze ambientali. Il ministro continua dicendo che nel provvedimento, è previsto che l'autorità giudiziaria informi direttamente gli amministratori locali sugli sversamenti illegali, offrendo alle forze dell'ordine e alla magistratura degli strumenti in più per la repressione dei reati legati a situazioni di criticità ambientale. Un provvedimento ormai annunciato da tempo e non più rimandabile anche per le forti mobilitazioni degli ultimi tempi, ricordiamo #fiumeinpiena, il corteo che si è mosso per le strade di Napoli a cui hanno partecipato più di 100000 persone da tutta Italia. Secondo gli annunci ufficiali, sarebbero 600 i milioni stanziati per le bonifiche che vanno ad aggiungersi ai 300 milioni destinati alla Regione Campania. Una cifra che però non basta vista la gravità della contaminazione di acque, terre e aria della regione. Rispetto al decreto arrivano anche le considerazioni dei comitati territoriali al lavoro da anni in tutta la provincia di Napoli e Caserta che hanno promosso la grande manifestazione #fiumeinpiena: secondo le realtà sociali si tratta anzitutto di un atto privo di legittimità popolare. Un atto prodotto senza ricorrere ad alcuno strumento di partecipazione popolare, di cui al momento non si conoscono i contenuti specifici al di là delle vaghe indiscrezioni della stampa. Un atto che pare potrebbe prevedere l'utilizzo delle forze armate per il controllo del territorio; che inasprisce le pene per i reati ambientali ma non si capisce se ciò avvenga per i mandanti o solo per gli esecutori. E così non tarda ad arrivare da parte dei movimenti campani, una nuova protesta, il 6 dicembre alle ore 16.00 con un presidio sotto la Prefettura di Napoli. "No a leggi speciali. No alla militarizzazione del territorio" è lo slogan con cui si indice il presidio. E nella nota diffusa dai movimenti "Le leggi speciali sono state l'arma impropria del sistema politico-affaristico-criminale. Le leggi speciali e i commissariamenti hanno consentito l'aggiramento, con protezione militare, delle leggi ordinarie. Carenti che fossero, erano comunque leggi, perciò erano d'intralcio al sistema criminale. Arbitrii inconcepibili contro le leggi ordinarie sono stati commessi in nome delle leggi speciali. Per questo rifiutiamo la proroga del commissariamento, inserita nel Decreto del Fare, a tempo indeterminato della Campania e delle situazioni in emergenza. Discariche, finte bonifiche, impianti di depurazione, nel loro insieme costituiscono uno dei più gravi crimini di Stato, di cui lo Stato sarà chiamato a dar conto. Sta montando un nuovo clima emergenziale, con toni allarmistici, questi sì, da parte di chi fino a ieri non sapeva e non vedeva. In nome di una nuova emergenza, con leggi speciali, le bonifiche finirebbero nelle stesse mani che hanno prodotto il disastro, questa volta con la casacca dei bonificatori. Non vogliamo altre gestioni emergenziali come quelle messe in campo per far fronte all'ultima "crisi rifiuti napoletana" e al terremoto dell'80. Siamo contrari fortemente alle ipotesi di ulteriori commissariamenti ad acta, che già in questi 20 anni si sono dimostrati tra i veri responsabili del disastro ambientale in Campania. Vogliamo una legge nazionale onesta e concreta, con un fondo nazionale che finanzi il risanamento strutturale del territorio. NON DEVONO ESISTERE ZONE INVALICABILI PER I CITTADINI. Abbiamo sperimentato in questi anni la militarizzazione dei nostri territori. Si è impedito ai diretti danneggiati, i cittadini, di monitorare, consentendo alle imprese criminali di fare quello che volevano, senza rendicontare a nessuno; sono, invece, state represse le legittime proteste. In sintesi, controllo militare = NESSUN CONTROLLO". (Dalla Piattaforma del 16 Novembre, #fiumeinpiena, www.fiumeinpiena.it) L'abbiamo detto e ripetuto più volte: siamo contrari alla militarizzazione del territorio così come siamo contrari a qualsiasi altra forma di emergenzialismo. Il 6 Dicembre daremo un chiaro messaggio alle Istituzioni: con un presidio alle 16.00 sotto la Prefettura di Napoli. Inviare qui soldati, specialmente dopo le passate esperienze, non porterà a nulla: non è aumentando il controllo sulla cittadinanza e blindando il territorio che potremo ottenere finalmente un cambiamento. Il vero cambiamento sta nell'ordinarietà delle misure: agire subito, coscientemente e soprattutto con la partecipazione attiva di chi, comitati e cittadini, si è per tanto tempo speso denunciando, studiando e affrontando, in prima persona, ogni giorno, il problema del Biocidio. Diciamo no, in modo chiaro e deciso, alla militarizzazione. Insieme ancora una volta come un #fiumeinpiena."