40mila gabbiani nella capitale, un pericolo anche per l’uomo

30/01/2014 di Redazione
40mila gabbiani nella capitale, un pericolo anche per l’uomo

L'ormai celebre gabbiano che ha attaccato la colomba durante l'Angelus di Papa Francesco domenica scorsa è solo uno dei 40mila che affollano i cieli della capitale. Questi enormi volatili hanno scelto la capitale non più come luogo di passaggio, ma per nidificare. Del resto, i cassonetti spesso ricolmi di rifiuti che adornano la città eterna offrono loro un habitat ideale. "I gabbiani - avvisa Bruno Cignini, zoologo e direttore del dipartimento Ambiente del Comune - si riproducono a ritmi esponenziali: da ogni coppia nascono almeno due piccoli, e ormai siamo a 40mila esemplari". "Il caso del volatile simbolo della pace finito vittima di gabbiani e corvi - aggiunge il deputato Pd Michele Anzaldi - è l'ennesima conferma che il problema sta assumendo dimensioni enormi, e peggiorerà con la chiusura definitiva della discarica di Malagrotta". Lo scenario disegnato da Anzaldi per l'immediato futuro è agghiacciante: "Ci saranno migliaia di gabbiani che si riverseranno inevitabilmente sulla capitale. L'ecosistema cittadino verrà stravolto, gli stessi romani saranno in pericolo". Secondo Cignini il rischio c'è, eccome: "Nel periodo della riproduzione, tra aprile e luglio, i gabbiani diventano violenti e attaccano le persone che si avvicinano per difendere le uova. Gli uccelli più piccoli, come i passeri, i pettirossi, gli scriccioli, stanno sparendo dalla città, predati dai gabbiani".E dire che tutto è iniziato nel 1973, quando Fulco Pratesi portò allo zoo una gabbianella zoppa trovata nell'isola di Giannutri. La gabbianella richiamò un gabbiano di passaggio che scese ad accoppiarsi. Da allora i gabbiani presero a nidificare: prima nel recinto degli elefanti, poi sulla roccia delle tigri, infine hanno invaso il centro storico. Il Comune ha cominciato a pensarli come un problema, esattamente come gli storni. Ma per gabbiani e cornacchie non esistono ultrasuoni che riproducano urla di terrore per allontanarli. "Bisogna controllare le nascite, impedire loro di nidificare - riprende Cignini - a Trieste hanno adottato il sistema di togliere le uova dal nido. Però qui gli animalisti sono contrari e c'è una legge, la 157, che li protegge come specie selvatica".