A Viterbo è emergenza abitativa: sale il numero dei senza dimora

09/01/2014 di Redazione
A Viterbo è emergenza abitativa: sale il numero dei senza dimora

Si fa sempre più acuta la penuria di case popolari nel capoluogo della Tuscia: le liste di attesa sono lunghe e molti occupano per disperazione, mentre sono sempre di più i nuovi poveri senza casa.  «Abbiamo chiuso il 2013 - spiega l'assessore comunale ai Servizi sociali, Fabrizio Fersini - contando oltre 100 senza fissa dimora. Ed è un problema trovare per loro una sistemazione». A breve Fersini convocherà un «tavolo sulla povertà», coinvolgendo tutte le realtà che operano nel terzo settore. «L'obiettivo - afferma - è costruire insieme un progetto in rete per affrontare i casi più urgenti in maniera immediata, ampliando il dormitorio collegandolo a un progetto di centro diurno». Ma non è facile. «Negli ultimi mesi - aggiunge - la Regione ha tagliato i contributi per gli affitti e quelli ex Legge 32, ovvero la possibilità di intervenire una tantum con mille euro destinati ai più disagiati». Intanto il Comune qualche passo nella lotta a chi occupa abusivamente l'ha fatto: su 80 mandati di sgombero, 40 sono stati messi in esecuzione. «Bisogna farlo perché altrimenti si danneggiano i regolari - continua Fersini - ma la povertà non sparisce e dobbiamo poi aiutare gli "sgomberati" in altro modo. In bilancio abbiamo messo 150 mila euro, ma siccome il fenomeno è esponenziale rischiamo di ritrovarci di nuovo a ottobre con i soldi già finiti». Confermano i volontari della Caritas e del dormitorio San Leonardo: «Tutto pieno durante le Feste - conferma don Roberto Burla -. Da 18 anni offriamo pranzi e cene gratuiti, al ritmo di 120 al giorno, contando unicamente sulla provvidenza. Con due accordi, con Leclerc e l'Ipercoop riceviamo quel che i due supermercati altrimenti getterebbero via, il cosiddetto spreco alimentare. Ma c'è sempre bisogno di tutto, la povertà sta cambiano volto: a mensa, ma anche nel dormitorio, sono più gli italiani che gli stranieri». Tante le idee per potere dare una mano ai senzatetto: come quella di realizzare orti cittadini in cui possono lavorare. «Il sistema è quello delle coop di tipo B, dare a queste una piccola percentuale degli appalti su servizi comuni. Ma prima - conclude Fersini - dobbiamo riuscire a tamponare le emergenze».