Il malaffare dei rifiuti romani

16/01/2014 di Redazione
Il malaffare dei rifiuti romani

Con l'arresto di Cerroni, dell'ex presidente della Regione Bruno Landi, del manager Francesco Rando (gestore della Pontina Ambiente e della Giovi Srl), dell'imprenditore Piero Giovi, Raniero De Filippis, Pino Sicignano e due funzionari confermati di recente dalla giunta Zingaretti: Fegatelli (l'uomo dei 10 incarichi) e De Filippis (già condannato dalla Corte dei Conti per un danno erariale da 750mila euro) inizia a scoperchiarsi il vaso di Pandora del malaffare dei rifiuti romano. Già negli ultimi anni proprio contro Cerroni erano partite varie inchieste della Magistratura: la gestione della discarica di Malagrotta e l'inquinamento delle falde acquifere, il sequestro del gassificatore in funzione con un'autocertificazione irregolare, gli impianti per la produzione di cdr costruiti ad Albano Laziale e la recente vicenda dei lavori senza autorizzazione a Monti dell'Ortaccio. Tutte questioni per cui comitati e popolazione si battevano da anni. Insomma un malaffare che mano a mano viene a galla dopo anni e anni di gestione per niente trasparente. A questo si aggiunge anche il Presidente e ad di Ama, Ivan Strozzi, che ha tenuto la sua carica per soli sei giorni, prima di rinunciarvi. La rinuncia è avvenuta dopo l'invito di Marino, ignaro che Strozzi fosse indagato, per traffico di rifiuti presso la Procura di Patti (Messina). Insomma questo a dimostrare che il business dei rifiuti, è ben annidato nella Capitale e probabilmente il cammino per arrivare alla legalità è ancora lungo. Noi continuiamo sempre a credere che l'unica via d'uscita sia verso rifiuti zero.