Ponte Galeria, continua la protesta per la libertà

30/01/2014 di Redazione
Ponte Galeria, continua la protesta per la libertà

Era il 21 dicembre del 2013 quando un gruppo di migranti, detenuti nel CIE di Ponte Galeria, iniziala protesta. Bocchecucite per denunciare le condizioni di vita nei centri d'accoglienza italiani e la loro ingiusta detenzione. Dopo l'eco che aveva avuto la ribellione nei primi giorni tutto poi si è rispento. E così qualche giorno fa, altri migranti, sempre a Ponte Galeria, hanno deciso di ricucirsila bocca. Sitratta di circa tredici migranti, di origine marocchina, che hanno lanciato uno sciopero della fame al quale hanno aderito altre 20 persone detenute nel centro. La deci­sione di cucirsi le lab­bra, è stata presa dopo aver saputo da un gruppo di connazionali, con cui ave­vano con­di­viso la tra­ver­sata del Medi­ter­ra­neo, che erano stati rila­sciati dal cen­tro di Cal­ta­nis­setta con l'avviso di allon­ta­narsi dall'Italia entro sette giorni. "Protestano per il protrarsi della loro permanenza nel centro. Si lamentano del fatto che da Natale non è cambiato nulla e dicono di aver avuto notizie da altri loro connazionali che si trovano in altri centri di uscite, mentre loro sono ancora qui", spiega il direttore del Cie Vincenzo Lutrelli. Tra coloro che aderiscono della protesta ci sono anche gli sbarcati a Lampedusa, al Centro di prima accoglienza della piccola isola, nella quale sono arrivati ad ottobre. Per il 15 di febbraio i movimenti romani hanno annunciato una mobilitazione a Ponte Galeria. "Mai più Cie" lo slogan. Una la richiesta: chiudere il centro di accoglienza e identificazione, definito un lager "dove migliaia di persone vengono detenute senza aver commesso alcun reato, dove i diritti fondamentali vengono calpestati quotidianamente". Per preparare la manifestazione è stata convocata un'assemblea pubblica, il 5 febbraio alle 17.00, al Nuovo cinema palazzo a San Lorenzo.