Regione Lazio, una proposta per combattere lavoro nero e caporalato

30/01/2014 di Redazione
Regione Lazio, una proposta per combattere lavoro nero e caporalato

Fare emergere il lavoro nero soprattutto nell'edilizia e nell'agricoltura con una strategia integrata fra Regione, parti sociali e ispettorato del lavoro: è l'obiettivo disegno di legge regionale presentato dai consiglieri regionali Marta Bonafoni (Peril Lazio) e Massimiliano Valeriani (Partito democratico). "Lo sfruttamento e la negazione dei diritti dei lavoratori - affermano i due -, immigrati e italiani, è un dato che connota drammaticamente anche la nostra regione, in molti casi direttamente collegato ad organizzazioni criminali sempre più presenti nell'intermediazione illegale e nel controllo dei flussi migratori". Con la loro proposta, Bonafoni e Valeriani chiedono la modifica della legge regionale 18 del 2007 per il contrasto e l'emersione del lavoro irregolare a partire dal rispetto dei contratti collettivi. In particolare il dl contiene un elemento innovativo rappresentato dagli indici di congruità, ovvero parametri che definiscono il rapporto tra l'estensione territoriale dell'impresa - la qualità dei beni e dei servizi offerti dai datori di lavoro - e la quantità delle ore lavorate. Occorre poi prevedere la revoca immediata di finanziamenti  regionali e agevolazioni per i datori che ne usufruiscono e non rispettano l'obbligo di comunicare, al centro per l'impiego, l'assunzione di nuovi lavoratori il giorno antecedente a quello dell'effettivo inizio del rapporto di lavoro, tramite documentazione con data certa. L'imprenditore che non rispetti quest'obbligo è soggetto alla revoca del finanziamento, alla restituzione dei soldi ricevuti e all'esclusione, per un periodo fino a tre anni, da qualsiasi concessione di agevolazioni. I datori di lavoro, all'atto della domanda di benefici e per tutta la durata dei finanziamenti, dovranno fornire copia della dichiarazione annuale Iva e del libro unico del lavoro. Per contrastare il caporalato in agricoltura, in particolare, viene prevista l'istituzione, presso i centri provinciali per l'impiego, degli elenchi di prenotazione in agricoltura, nei quali potranno confluire volontariamente tutti i lavoratori disponibili all'assunzione o alla riassunzione presso le imprese agricole regionali. Infine, la proposta prevede l'istituzione di un rating di legalità del lavoro denominato Bollino di legalità e qualità della Regione, che accompagnerà i prodotti agricoli sui mercati e che costituirà un indice di valutazione nella concessione di finanziamenti e agevolazioni economiche erogati.