Roma: maglia nera per vittime della strada

30/01/2014 di Redazione
Roma: maglia nera per vittime della strada

Nonostante i dati sugli incidenti mostrino numeri in calo per il quinto anno consecutivo, Roma rimane "maglia nera" in Europa per numero di vittime della strada. Nella Capitale, nel corso del 2013, ci sono stati 123 morti, con una diminuzione del 12 per cento rispetto al 2012 e del 34 per cento su 2008. Ma il raffronto con le altre metropoli dell'Unione Europea non lascia scampo. Da noi i morti sulla strada restano a livelli altissimi - 0,59 ogni diecimila abitanti - mentre a Parigi sono 0,18 (praticamente tre volte di meno), a Londra 0,17 e a Berlino 0,12. Insomma: siamo ancora ben lontani dagli obbiettivi di sicurezza indicati dalla Ue ai Paesi membri. Secondo i vigili urbani, il drastico calo «è legato semplicemente alla crisi economica e non a un piano organico per ridurre gli incidenti stradali in città». Meno auto in giro, meno velocità (si consuma meno), meno sinistri: il declino di un Paese può avere molte facce. È sceso anche il numero assoluto dei sinistri. Nel 2013 sono stati, complessivamente, 32.273. Furono 32.612 nel 2012 e circa 37 mila all'anno nel 2011, nel 2010 e nel 2009. Ma anche per quanto riguarda i feriti, registriamo in proporzione dati peggiori delle altre capitali europee: 12.500 contro i 28.000 di Londra, che ha più del triplo dei nostri abitanti. Inoltre il grosso degli incidenti più gravi continua ad avvenire sulle stesse strade indicate da decenni come «mortali»: Nomentana, Cassia, Salaria. «Facciamo un esempio: la Tangenziale tra Salaria e Ponte Milvio - dice Gabriele Di Bella, storico sindacalista della Polizia Locale, da oltre vent'anni di pattuglia - Dal 1990, anno del Mondiali, si attende la costruzione di un guard-rail tra le carreggiate. Ora c'è solo un marciapedino e le macchine, spesso e volentieri, saltano da una carreggiata all'altra. Il colpo di genio è stata la pista ciclabile. La verità è che il Comune non ha alcun progetto per la sicurezza stradale. La legge, tanto per dirne una, impone di utilizzare i proventi delle multe a questo scopo: segnaletica, autovelox, rotatorie e via dicendo. Si fa qualcosa? No. Ma si parla tanto».