Roma: negli asili poche supplenti e troppi alunni

23/01/2014 di Redazione
Roma: negli asili poche supplenti e troppi alunni

Le educatrici degli asili della capitale prendono carta e penna e lanciano l'allarme: poche educatrici, impossibile - nella maggior parte dei casi - ricorrere alle supplenti. Le graduatorie sono esaurite e non si vedono all'orizzonte nuovi bandi. Secondo la legge, nei nidi deve essere presente un educatore ogni 6 bambini, nelle scuole dell'infanzia 1 ogni 25. Ma spesso il sovrannumero è la regola, con gravi ripercussioni per la sicurezza dei minori e di difficoltà per gli educatori. In molte strutture a dicembre si è dovuto chiudere anticipatamente rispetto all'orario previsto o lasciare i bambini fuori all'ultimo momento. Emergenza che colpisce quasi tuttala città. A Romaci sono 207 asili nido comunali che ospitano circa 13mila bambini e 221 convenzionati (7500 i minori), le scuole dell'infanzia sono 315, 34mila i piccoli. Fra nidi e materne 5mila le persone in servizio, ne servirebbero almeno 2mila in più, secondo la Cgil. I presidenti di Municipio hanno già più volte scritto all'assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, ma senza ottenere nulla. L'ultima denuncia da parte del minisindaco dell'VIII municipio, Andrea Catarci, è del 9 gennaio: «Il Municipio si trova attualmente nell'impossibilità di continuare ad erogare il regolare servizio negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia», dice. Nel I Municipio c'è una media di 2/3 asili al giorno in cui i bambini sono in sovrannumero rispetto agli educatori presenti, per le scuole dell'infanzia la media è di 4/5 sezioni scoperte quotidianamente, spiega l'assessore alla Scuola, Ferretti. «Abbiamo una lista cortissima per le supplenti. Fino ad ora siamo riusciti ad assicurare il servizio pur precario solo grazie alla responsabilità individuale delle educatrici», denuncia Daniele Torquati del XV. Dall'assessorato alla Scuola assicurano che il confronto verrà aperto. Ma specificano anche che «il problema delle graduatorie insufficienti non si risolve solo riaprendole. Si dovrà lavorare per riorganizzare il sistema delle assegnazioni».