Siria: lanciata la campagna "No lost generation"

09/01/2014 di Redazione
Siria: lanciata la campagna "No lost generation"

E' stata lanciata la campagna "No lost generation" da Unicef, Unhrc, Save the Children, World Vision e altri partner per salvare i bambini della Siria. L'obiettivo è raccogliere un miliardo di dollari, anche da donatori privati, per sostenere programmi di istruzione e protezione per salvare questa generazione dalla miseria, dall'isolamento, dai traumi anche psicologici di una condizione di vita davvero difficile. Oltre un milione di rifugiati siriani sono bambini, oltre il 40% di questi hanno meno di 5 anni e attualmente sono sparsi in Libano, Giordania, Turchia, Egitto e Iraq.
Almeno cinquemila bimbi però sono separati dalle loro famiglie e non accompagnati, un dramma nel dramma. A questi vanno poi aggiunti altri 3 milioni di piccoli sfollati all'interno della Siria, la cui situazione è molto precaria.
Intanto l'Onu ha dichiarato che smetterà di aggiornare il numero dei morti della guerra siriana. L'ultima stima ufficiale dell'ONU risale allo scorso luglio, quando l'UNHCHR aveva parlato di più di 100mila morti. Da allora il numero delle persone uccise è salito parecchio - per esempio non sono conteggiate le vittime del bombardamento con il gas nervino del 21 agosto scorso a Damasco, che portò a un passo da un intervento militare internazionale. Il portavoce dell'UNHCR, Rupert Colville ha spiegato che il problema riguarda le difficoltà riscontrate da molte organizzazioni indipendenti di accedere al territorio siriano e la sempre più frequente impossibilità di verificare le fonti delle informazioni ottenute. Come per i giornalisti, anche per le organizzazioni mancano le condizioni minime di sicurezza per operare in Siria. Fino allo scorso luglio l'ONU rielaborava sei differenti cifre che gli erano comunicate da diverse organizzazioni non governative presenti nel paese o nella regione. "Nel corso del tempo le fonti sono diminuite. Durante l'ultimo anno o giù di lì sono diventate due o al massimo tre, e semplicemente abbiamo pensato che non fosse possibile continuare così", ha aggiunto Colville.  La stima dei morti dell'ONU è stata in questi anni quella considerata più affidabile e neutra, e per questo la più affidabile. Colville ha detto che l'ONU non utilizzerà le stime fornite da altre organizzazioni, incluse quelle molto citate dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione non governativa pro-ribelli con base a Londra. L'ultima stima fatta dall'Osservatorio siriano parla di 130mila morti.