Testa di Lepre senz’acqua: “sciopero delle bollette”

16/01/2014 di Redazione
 Testa di Lepre senz’acqua: “sciopero delle bollette”

Otto mesi di disagi e guasti, rubinetti vuoti, acqua potabile a singhiozzi, caldaie che scoppiano. Siamo nella località nord di Fiumicino, esattamente a Testa di Lepre. "I sottoscritti denunciano la mancanza d'acqua dal 28 maggio 2013 e intendono sospendere i pagamenti fino a riparazione avvenuta", è il testo della lettera-petizione inviata dai gruppi di famiglie del paesino alle porte della Capitale, direttamente all'Arsial, ente proprietario del locale acquedotto. L'emergenza idrica ormai è diventata cronica nella zona e va avanti da più di un anno. L'estate passa con l'approvvigionamento alle fontanelle ma con l'inverno ed il freddo a mancare è l'acqua calda. Così, di fronte al protrarsi dei disservizi, circa il centinaio di cittadini che vivono nell'area di via Mario Giovagnoli hanno deciso di intraprendere una protesta simbolica ma formale: niente servizio, niente tasse. "A Testa di Lepre è andato in scena il solito copione, - denuncia Alessandro Torresi, residente della zona - il rimpallo di competenze tra Acea e Arsial. In particolare in via Giovagnoli ci sono famiglie sono senza un filo d'acqua da Natale. E noi continuiamo a vivere nell'incertezza e nel dubbio: domani ci sarà l'acqua?". Le difficoltà aguzzano l'ingegno: il signor Alessandro Torresi ad esempio ha addirittura modificato la sua macchina trasformandola in una auto-pompa a disposizione di chi ne ha bisogno. "Le tubature dell'acquedotto di competenza Arsial - spiega Gabriella, altra residente - sono vecchie, spesso scoppiano, lasciando a secco tuttala zona. Quandova bene invece l'acqua arriva, ma sporca dopo essere passata per condutture in eternit realizzate nel1956". Alla base di tutto un vuoto di competenze: il braccio di ferro tra Acea e Arsial su chi dovrebbe intervenire in zona va avanti da anni. Nel 2012 era stato anche annunciato il passaggio di proprietà degli acquedotti dall'Arsial alle amministrazioni comunali e all'Acea. Il fatto è che per adeguare gli oltre30 kmdi tubature dell'acquedotto di Testa di Lepre, per la maggior parte ancora in amianto, ci vorrebbero almeno 15 milioni di euro, aveva spiegato l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Fiumicino, Angelo Caroccia, già da tempo al tavolo delle trattative con Regione Lazio, Acea e Arsial.