Arsenico nell’acqua: a Viterbo presto revocati i divieti, ma a Colfelice arrivano le autobotti

20/02/2014 di Redazione
Arsenico nell’acqua: a Viterbo presto revocati i divieti, ma a Colfelice arrivano le autobotti

Sbloccato l'impasse sugli impianti per rendere non più fuori legge l'acqua che sgorga dai rubinetti di alcuni Comuni del Viterbese. Per i dearsernificatori è stato raggiunto l'accordo sulla gestione provvisoria di sei mesi. O meglio, sulla cogestione Regione-Talete. Tempo di effettuare le analisi da parte della Asl e le ordinanze di limitazione d'uso dell'acqua potranno essere revocate. Dove? Viterbo, Civita Castellana, Capranica e Castel Sant'Elia: poi si probabilmente gli impianti di Campo sportivo e Montecchio per il capoluogo, Faleri, Gospeto e Galileo. In questi mesi la Asl aveva infatti impedito di revocare le ordinanze: prima si doveva individuare il gestore. Per questo non si è potuto utilizzare l'acqua per uso umano, anche se sarebbe stato possibile. Poi sono subentrati i problemi dei costi di gestione - molto onerosi - da riversare nella tariffa della bolleta idrica. La soluzione? Una consegna provvisoria a Talete, prima della gestione completa. La Regione si assumerà per sei mesi parte degli oneri a decorrere dall'immissione in rete dell'acqua certificata dalla Asl. Insomma il gestore diventerebbe Talete, ma con la collaborazione della Regione. Che in questi sei mesi si farà carico delle spese di start, accollandosi i costi di filtri, anidride carbonica e quant'altro necessario al funzionamento dei dearsenificatori. Questo farà sì che per quasi tutto l'anno in corso non ci saranno spese a carico della spa - o dei Comuni che non hanno ceduto il servizio - lasciando così il tempo alla Regione di legiferare in materia (probabilmente con la creazione di un Ato unico) e all'Aeeg di stabilire la tariffa su cui verranno successivamente caricati i costi di gestione degli impianti. Per una situazione in via di risoluzione, un'altra si aggrava: a Colfelice e Arce è stato infatti proibito l'uso dell'acqua di rubinetto per fini alimentari. Le ordinanze sono state emesse dai sindaci dopo le analisi dell'Asl che hanno rilevato il superamento dei limiti di arsenico: 11 microgrammi per litro a fronte di un limite di 10 previsto dalla legge. Predisposto da Acea un servizio di autobotti per limitare i disagi alle popolazioni.