Il capitale umano delle donne? È la metà degli uomini

27/02/2014 di Redazione
Il capitale umano delle donne? È la metà degli uomini

 Il capitale umano è una misura che indica convenzionalmente il "valore economico" di una persona: le assicurazioni, ad esempio, per definire il risarcimento danni usano tecniche di valutazione del potenziale di produzione del reddito di una persona scomparsa o impossibilitata (per un trauma)a svolgere ilproprio lavoro (come raccontato di recente dal film di Paolo Virzì). Ebbene, stando all'ultima indagine Istat, se il dato medio riferito ai maschi è di 435 mila, quello delle donne è 231 mila: un risultato che fotografa ancora una volta il divario uomo-donna nel nostro paese. Spiega l'istituto: «Il differenziale è da mettersi in relazione alle differenze di remunerazione esistenti tra uomini e donne, ma anche al minor numero di donne che lavorano e al minor numero di anni lavorati in media nell'arco della loro vita». Ovviamente molto dipende dalla nozione di capitale umano che si fa propria. Il metodo di calcolo usato dall'istituto di statistica (definito di Jorgenson-Fraumeni) considera il valore attuale del reddito da lavoro lungo il ciclo di vita previsto tenendo conto di possibili cambiamenti della retribuzione (dovuti anche all'esperienza), di ulteriore istruzione che si può acquisire, di modelli differenziali di partecipazione alla forza lavoro e della mortalità. Quindi si tiene conto della formazione, delle condizioni del mercato del lavoro e delle tendenze demografiche. Tuttavia i dati si fermano al 2008 e quindi non fotografano gli effetti della Grande Crisi che stanno mettendo a dura prova il modello sociale italiano.