Maltempo, si contano i danni: strade colabrodo e famiglie sfollate

06/02/2014 di Redazione
Maltempo, si contano i danni: strade colabrodo e famiglie sfollate

La fine dell'emergenza meteorologica lascia danni ingenti in tutta la città: strade devastate con buche enormi il cui risanamento metterà a dura prova i magri bilanci dei municipi. Tra quelli più colpiti c'è il XIII, l'Aurelio. A via della Pineta Sacchetti, per esempio, si è aperto un cratere all'incrocio con via Ventura, che nonostante le segnalazioni mette a rischio centauri e automobilisti. Buche anche a piazza Carpegna, via Gregorio VII e per tutta via di Boccea. "La situazione è drammatica - spiega il minisindaco Valentino Mancinelli  -  solo per coprire le voragini servirebbero 4 milioni". Nel XIV municipio, invece, le zone più colpite sono Selva Candida e Palmarola. In via Milanino l'asfalto saltato si è accatastato a ciottoli ai lati della strada. Via Cologno Monzese è completamente sconnessa, così come via Rezzato, dove in cinquanta metri si contano ben quattro voragini. Un'emergenza che il presidente Valerio Barletta ha stimato avrà un costo di almeno 6 milioni di euro. Mentre 480mila euro serviranno al minisindaco Paolo Marchionne per mettere in sicurezza le buche del III municipio: "Con le piogge di questi giorni sono saltate anche vie rifatte da poco. Per questo richiamerò le ditte che hanno eseguito i lavori". Anche all'Ostiense e al Collatino buche e crepe costringono gli automobilisti a pericolosi slalom. Via Salaria è un percorso a ostacoli. Dall'uscita del Gra fino al quartiere Africano, l'asfalto ha preso le sembianze di una groviera. "È un incubo" racconta Filippo, un benzinaio della zona. "Qui le auto corrono sempre a folle velocità, ma negli ultimi giorni si vedono solo automobilisti che rallentano di colpo e sterzano all'improvviso, mettendo a rischio la sicurezza delle altre vetture". All'incrocio tra via Prenestina e viale Palmiro Togliatti l'asfalto si è sollevato. Viaggiando verso via Casilina lo spazio a disposizione su ampie corsie viene sensibilmente ridotto da buche profonde, scenario molto simile a quello delle strade dei quartieri che sorgono ai lati della Togliatti, Quarticciolo e Centocelle. Nei giorni dell'emergenza la protezione civile ha effettuato centinaia di interventi, tra disostruzioni dei tombini e delle caditoie, smottamenti e allagamenti di strade e abitazioni. Più di 80 le idrovore impegnate.La Protezione Civiledi Roma Capitale ha dato accoglienza a 100 famiglie, tra Prima Porta e Piana del Sole, e a due nuclei familiari, sgomberati da una palazzina di via Segrate. Inoltre, a Ostia Antica, in uno dei Municipi più colpiti, sono state allestite due palestre (una in collaborazione conla Croce Rossa Italiana) in grado di fornire ospitalità a più di 150 persone. Il governatore Nicola Zingaretti ha chiesto lo stato di calamità naturale per tuttala Regione. Piùcolpita è Roma Nord (Casal del Marmo, Quartaccio, Boccea, Tragliata, La Giustiniana e Prima Porta) ma danni, si è visto, anche a Roma Sud e Est. Per il sindaco Ignazio Marino il problema resta l'edilizia abusiva: "Per proteggere i cittadini delle zone a rischio dove si è costruito in maniera abusiva e poi si è condonato, l'unico modo è installare delle tecnologie fisse, delle idrovore che possano aspirare l'acqua ogni volta che c'è una precipitazione". La Cna di Roma stima in circa 11mila euro i danni subiti in media da ogni azienda. Le imprese più colpite, soprattutto quelle nell'area di Dragona, Dragoncello e Infernetto e l'area nord della città, nel settore del commercio e della produzione. In particolare a Prima Porta e Labaro le imprese del territorio denunciano che dopo i lavori di ampliamento del grande raccordo anulare i nuovi sottopassi sono stati costruiti sotto il livello del fiume. Il risultato è che a ogni pioggia sono costrette ad azionare idrovore a proprie spese.