Povertà, a Roma i più colpiti dalla crisi sono i minori e i giovani

20/02/2014 di Redazione
Povertà, a Roma i più colpiti dalla crisi sono i minori e i giovani

Presentato il terzo rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio, elaborato dalla comunità di Sant'Egidio: un'analisi, sottolinea Mario Marazziti, portavoce della comunità, "non solo quantitativa ma qualitativa delle tendenze del disagio. Lo scopo è provare a trovare una soluzione individuando i primi sintomi del problema. A colpire, tra i dati, è il numero di bambini in povertà assoluta. A Roma sarebbero 30mila, nel Lazio 37mila, pari all'8,69 per cento del totale. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia, dietro Campania, Sicilia e Lombardia: nel rapporto si legge che "la crisi economica trasforma anche le abitudini e gli stili di vita. Si risparmia sul cibo e sulle cure mediche. Ne è riprova l'aumento della distribuzione di generi alimentari nelle strutture caritative, ma anche quello di farmaci". Mancano le reti di sostegno alle famiglie, in particolare è assolutamente carente l'offerta di servizi pubblici quali gli asili nido: secondo i dati dell'Agenzia per la qualità di Roma Capitale una famiglia su tre che ne fa richiesta viene esclusa. Tra i bambini deprivati non vanno, inoltre, dimenticati i minori rom. "Il progetto nazionale per l'inclusione dei bambini e delle famiglie rom, sinti e camminanti può finalmente favorirne l'integrazione scolastica e l'inclusione sociale, sostenendo il necessario confronto e la diffusione di esperienze significative di lavoro e valorizzando le stesse esperienze locali" si legge nel rapporto. A Roma e nel Lazio la presenza di rom è stabile: si tratta di 8.000/8.500 persone (circa 10.000/11.000 quelli presenti nel Lazio), un quinto dei quali sono italiani a tutti gli effetti. Gli stranieri anziani. Il rapporto evidenzia anche una nuova domanda di protezione sociale, quella degli stranieri che sono divenuti anziani: solo a Roma essi rappresentano il 6,3 per cento della popolazione straniera residente. Secondo Sant'Egidio, come evidenziato anche dal Cnel, la crisi economica ha inciso anche sul potenziale di integrazione. Da questo punto di vista Roma si colloca all'82esimo posto, tra le 103 province italiane. La popolazione immigrata residente nel Lazio, in rapporto a quella totale, si colloca oggi al 9,5 per cento (sesto in Italia) e Roma è la prima provincia italiana, con una percentuale di stranieri che si attesta al 10,6 per cento. I disabili. Nel Lazio la crisi economica pesa anche sulla vita delle persone con disabilità. Il rapporto pone l'accento sul versante dell'inserimento lavorativo dei disabili: "L'esperienza dimostra che impiegare un disabile non è un lusso in tempi di crisi, ma al contrario rappresenta una risorsa e fa uscire da quel percorso assistenziale che pure è necessario in tante situazioni". Gli anziani.  Per Sant'Egidio c'è bisogno di sviluppare una nuova cultura dell'invecchiamento e un cambiamento di mentalità e di atteggiamenti sociali nei riguardi delle persone anziane. Negli ultimi anni il numero degli anziani occupati mostra un costante aumento (8 per cento nel periodo 2004-2010), con una forza lavoro, nel Lazio, di over 65 che raggiunge il 44,95 per cento. "Gli anziani, in un periodo di forte crisi, hanno rappresentato un formidabile sostegno al sistema Paese - continua il rapporto - le risorse degli anziani sostengono le famiglie e soprattutto i giovani". La disoccupazione. Cresceintanto la disoccupazione nel Lazio e colpisce in particolare la fascia giovanile, ma anche gli over 45:Roma detiene ilrecord di giovani disoccupati, mentre nell'intera regione il fenomeno riguarda il 40 per cento dei giovani. Non va meglio agli ultraquarantenni, tra i quali i disoccupati toccano la soglia dei 50mila. A fare le spese della recessione è dunque sia il cosiddetto popolo dei neet (persone che non studiano né lavorano) che gli espulsi coattivamente dal mondo del lavoro. Nel primo trimestre 2013la regione Laziosi colloca al quarto posto tra le regioni con un maggior numero di disoccupati (al 30 giugno il numero di disoccupati si assesta attorno alle 251.000 unità, dato Istat). In particolare la crisi ha colpito il settore del commercio, mentre l'unico dato positivo è quello dell'export (+5,1% nel Lazio rispetto al 2012). L'indice di impoverimento si misura con il record di sparizionì di negozi. In tutta Italia 21.000 imprese hanno chiuso dall'inizio del 2013, eil Lazioè tra i primi posti con 936 chiusure con un saldo negativo, in un anno, di 635 aziende. Si tratta di bar, ristoranti, piccoli esercizi.