8 Marzo lotta per l’Autodeterminazione

13/03/2014 di Redazione
8 Marzo lotta per l’Autodeterminazione

L'8 marzo, giornata internazionale della donna, data per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Sabato 8 Marzo si è svolto a Roma il corteo organizzato dalla campagna "io decido" partito dal consultorio di Piazza dei Condottieri e giunto fino al Policlinico Umberto I. Centinaia di uomini, donne e transgender hanno sfilato in difesa della legge 194.
Numerose sono state le iniziative in tutta Italia e all'estero. Il corteo aveva come obiettivo dire no alla violenza di genere, no all'obiezione di coscienza dei medici, che negli ospedali italiani ha percentuali record l'80%,  cifre fornite dal ministero della Salute. Essi abusano del loro ruolo, considerando illegalmente un farmaco contraccettivo d'emergenza come se fosse abortivo, sottostando alla morale cattolica di questo paese. L'obiezione di coscienza oltre ad essere illegittima, limita e mette a rischio la nostra possibilità di scelta. I manifestanti chiedono che ospedali pubblici e consultori vengano sostanzialmente rifinanziati; in modo tale da poter avere pieno accesso alla ru486 e alla pillola del giorno dopo, per affermare la libertà di scelta sul parto, sull'aborto e sulla propria sessualità.
Nel corso della settimana antecedente la manifestazione vi sono state diverse occupazioni in tutta Italia nelle varie sedi nazionali dell'ordine dei medici,  per chiedere il diritti ad un aborto sicuro e gratuito e per ribadire la libertà di scelta e l'autodeterminazione. Le iniziative della campagna  "Io decido" sono in solidarietà con le donne spagnole. Da mesi a Madrid e nelle principali città iberiche si susseguono manifestazioni contro il progetto marzo8 di legge dell'esecutivo Rajoy che  rende l'aborto un reato penale. Secondo questa proposta di legge gli unici casi che escluderebbero il reato sono quello di violenza sessuale o nei casi di grave malattia della madre.
A causa dell'altissima percentuale di medici obiettori, di una legge sulla fecondazione ingiusta, di uno Stato che non garantisce assistenza Valentina è stata abbandonata in un bagno dell'ospedale Pertini di Roma a partorire il feto morto, con il solo aiuto del marito Fabrizio. Valentina ha raccontato: "entro in ospedale e inizio la terapia per indurre il parto. Dopo 15 ore di dolori lancinanti, vomito e svenimenti partorisco dentro il bagno dell'ospedale con il solo aiuto di mio marito. Nessuno ci ha assistito nemmeno dopo aver chiesto aiuto più volte. Anzi a un certo punto sono entrati gli obiettori con il Vangelo in mano a dirci che commettevamo un crimine. Non li abbiamo denunciati soltanto perché eravamo sconvolti da quello che avevamo vissuto".
L'8 marzo, oggi, significa anche questo: la lotta per l'autodeterminazione contro la violenza delle politiche governative non riguarda solo le donne, ma tutti i soggetti sui quali la politica europea (non) legifera: «Immaginiamo un 8 marzo di lotta e di festa hanno scritto le attiviste romane  insieme ai movimenti antirazzisti, antisessisti e antifascisti, con i migranti e le migranti che si mobilitano dentro e fuori i Cie, con chi lotta per i beni comuni, il lavoro, il reddito, la sanità e contro le grandi opere».
Sul sito http://www.mappachepillola.org/ vi sono mappati tutti i centri e ospedali di Roma, pubblici e privati, dove è possibile ottenere la pillola del giorno dopo;  vi è anche la possibilità di contribuire inserendo la propria esperienza di donna-ragazza ed il luogo dove avete ottenuto la pillola del giorno dopo.