Arsenico nell'acqua a Roma Nord, la procura apre un’inchiesta

06/03/2014 di Redazione
Arsenico nell'acqua a Roma Nord, la procura apre un’inchiesta

La notizia che la procura ha aperto un'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, non placa gli animi dei cittadini e delle associazioni che lamentano il ritardo del Comune a comunicare l'allerta rispetto all'uso dell'acqua nei municipi XIV e XV a Roma.
Carlo Rienzi, presidente del Codacons, attacca: "Abbiamo deciso di depositare oggi un esposto in Procura affinché siano verificati eventuali ritardi od omissioni da parte dell'amministrazione capitolina nelle informazioni rese agli utenti. Nello specifico vogliamo che la magistratura accerti se la salute dei cittadini sia stata garantita e se la tempistica seguita dal Comune nel diramare l'allarme sia stata congrua". Il Codacons chiede provvedimenti a tutela dei residenti delle aree dove l'acqua risulta contaminata da arsenico. "I cittadini coinvolti dal problema devono essere esentati dal pagamento delle tariffe idriche, fino a che l'acqua non tornerà potabile - conclude Rienzi - Comune e Asl devono inoltre disporre in favore di costoro analisi del sangue gratuite, volte a verificare la presenza nell'organismo di metalli tossici pericolosi per la salute umana".
Il Campidoglio si difende dichiarando che tutti gli utenti coinvolti dal provvedimento (500 circa) sapevano già da almeno due anni che l'acqua proveniente dagli acquedotti rurali dell'agenzia regionale Arsial non fosse potabile. "L'allarme - recita una nota dell'assessorato ai Lavori Pubblici - è assolutamente ingiustificato, non vi è pericolo imminente per i cittadini. Il provvedimento, infatti, è stato adottato in base a un principio di precauzione ed è volto a intervenire su una situazione nota da molto tempo che riguarda la riqualificazione degli acquedotti rurali per adattare l'acqua erogata alla modifica dei parametri europei".
Intanto, l'assessorato alle Infrastrutture della Regione Lazio e l'assessorato comunale ai Lavori Pubblici fanno sapere che oltre alle due autobotti presenti nei municipi interessati dal divieto di utilizzo delle utenze domestiche, si aggiungeranno presto 7 serbatoi mobili forniti da Acea. I serbatoi mobili saranno posizionati nel XIV Municipio in via di Tragliatella 86 (scuola materna), via Cherasco, piazza Santa Maria Galeria, via Paravia (Pian Saccoccia); nel XV Municipio in via Prato della Corte, via Braccianese (km 12,700), Malborghetto.