L’intervento sanitario dei MEDU nella Piana di Gioia Tauro

27/03/2014 di Redazione
L’intervento sanitario dei MEDU nella Piana di Gioia Tauro

Il 25 marzo, a Roma, i MEDU hanno presentato in una conferenza stampa il resoconto di un loro importante intervento contro lo sfruttamento lavorativo e le agromafie in alcune zone calabresi. Le condizioni dei migliaia di migranti che ogni anno giungono nella Piana di Gioia Tauro per la raccolta degli agrumi sono disastrose. In un mese la clinica mobile di MEDU (Medici per i Diritti Umani) ha assistito più di 150 braccianti, la maggior parte dell'Africa sub-sahariana. I lavoratori risiedono nelle baraccopoli e nei casolari abbandonati dei comuni di Rosarno, San Ferdinando, Rizziconi e Taurianova. Due migranti su tre possiedono un regolare permesso di soggiorno e non è previsto alcun piano di accoglienza per la prossima stagione. I medici hanno distribuito sacchi a pelo termici (molti degli edifici sono privi di elettricità, di servizi igienici e di acqua potabile) e prestato assistenza medica e orientamento socio-sanitario presso la tendopoli di San Ferdinando. I pazienti sono per lo più giovani uomini (l'80% ha un'età inferiore ai 35 anni) provenienti nella maggior parte dei casi da Burkina Faso, Mali, Ghana, Costa d'Avorio e Senegal. Il 95% di questi è in Italia da oltre due anni, l'89% lavora in nero e il 64% percepisce in media 25 euro per un giorno di lavoro. Quasi la metà dei migranti non riesce a lavorare più di tre giorni a settimana a causa della necessità di fare numerosi turni. Quel che è più preoccupante è che un terzo dei migranti visitati dai MEDU riesce a consumare solo due pasti al giorno e la maggior parte delle malattie diagnosticate è legata esclusivamente alle pessime condizioni abitative e igienico-saniarie e alle dure condizioni lavorative. Nel 97% dei casi i braccianti, inoltre, devono acquistare per proprio conto i presidi di sicurezza poiché questi non vengono forniti dai datori di lavoro. Nella Piana di Gioia Tauro sembra mancare una volontà politica nell'affrontare la questione drammatica, che esige risposte concrete e coerenti da parte delle istituzioni e soprattutto dal Governo e dalla Regione Calabria. La Caritas locale, nel borgo di Drosi, ha avviato dal 2010 un progetto che permette di accogliere ogni stagione circa cento lavoratori immigrati in abitazioni sfitte del paese con il pagamento di un canone minimo. MEDU lancia un appello al nuovo governo affinché vengano impiegate risorse ulteriori per limitare e regolare lo sfruttamento dei lavoratori migranti in agricoltura, partendo anche dalla Piana di Gioia Tauro e dalla questione dell'accoglienza.