Le aree a rischio nella Terra dei fuochi

13/03/2014 di Redazione
Le aree a rischio nella Terra dei fuochi

La mappatura di 1076 km quadrati ritenuti sospetti nella Terra dei Fuochi fatta dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha evidenziato che solo il 2% di quest'area, ovvero 21,5 km quadrati (dei quali 9,2 sono destinati all'agricoltura), è da considerare a rischio. Questa indagine ha individuato 3 classi di rischio, 3-4-5: il decreto interministeriale prevede il divieto di immissione in vendita dei prodotti ortofrutticoli coltivati. Il ministro della salute Lorenzin ha indicato che questo decreto sarà effettivo da subito. Sono stati inoltre individuati 51 siti da inserire in un programma di misure di salvaguardia, ed entro 90 giorni partiranno delle indagini per indicare i terreni "no food", nei quali sarà proibita la produzione alimentare, quelli destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacità fitodepurative e quelli destinati solo a determinate produzioni agroalimentari.
Il termine "Terra dei Fuochi" è comparso per la prima volta nel Rapporto Ecomafia 2003 di Legambiente, ed è oggi utilizzato per indicare un'area all'interno del sito più ampio denominato Litorale domitio flegreo e Agro aversano, fortemente contaminata in seguito allo smaltimento illegale dei rifiuti. Questa zona, inizialmente classificata come Sin, Sito di interesse nazionale per le bonifiche, è stata declassata a Sir, Sito di interesse regionale, la conseguente esclusione dal Programma nazionale di bonifica.