Nuove sanzioni contro il lavoro in nero

13/03/2014 di Redazione
Nuove sanzioni contro il lavoro in nero

L'art. 14 del D.L. n.145/2013 prevede la maggiorazione delle sanzione amministrative per chi impiega lavoratori "in nero", per chi viola la disciplina che regola la durata media dell'orario di lavoro e dei riposi giornalieri e settimanali nonché decreta la maggiorazione delle "somme aggiuntive" che si deve versare per evitare la sospensione dell'attività imprenditoriale (art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008). Il tema del lavoro in nero è discusso da tempo, colpisce ancora gli stranieri più degli italiani (sebbene anche per loro i dati siano moltiplicati) e adesso nuove normative raddoppiano gli importi sanzionatori per i datori di lavoro che non rispettano i diritti dei loro impiegati. Inoltre, si stabilisce l'aumento del 30% della sanzione relativa alla sospensione dell'attività lavorativa: € 1.950 nelle ipotesi di sospensione dell'attività per lavoro irregolare e € 3.250 nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Per il lavoro in nero, le sanzioni vengono aumentate del 30%, indipendentemente del fatto che il lavoratore in questione risulti regolarmente assunto per il periodo lavorativo successivo. Inoltre, sino al 21 febbraio 2014 perdurava l'applicabilità della procedura di diffida ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 124/2004. La sanzione non si applica ai rapporti di lavoro dei collaboratori occasionali, dei co.co.pro., dei co.co.co. e degli associati in partecipazione se vengono rispettati come tali e non utilizzati per maschera veri rapporti subordinati e colpisce anche il datore di lavoro che non adempie con l'obbligo della comunicazione preventiva al Centro per l'Impiego per i dipendenti e Inps e Inail per i lavoratori accessori. Attualmente gli importi della maxisanzione va da un minimo pari a € 1.950 ad un massimo pari a € 15.600