44esima edizione della Giornata mondiale della Terra

24/04/2014 di Redazione
44esima edizione della Giornata mondiale della Terra

Il 22 Aprile si è celebrata la 44esima edizione della Giornata mondiale della Terra, "Earth Day". La Giornata ha visto la partecipazione di più di 190 Paesi in tutto il mondo, per circa un miliardo di persone.  Il tema centrale di questa edizione è quello delle "Green Cities" ossia la necessità di rendere le nostre città ormai invase dal cemento più sostenibili. La popolazione mondiale, infatti, sta migrando continuativamente verso le città e diventa ogni giorno più urgente creare dei luoghi vivibili, accoglienti. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio circa 288 ettari. Troppo spesso ad essere edificate sono zone agricole, con tutti i rischi che ne derivano e infatti, ad esempio in Italia, oltre 5 milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell'intero territorio nazionale.
E' proprio la salvaguardia del territorio e la promozione dei frutti della terra l'obiettivo su cui puntare. Per fortuna  sono aumentati del 67 per cento gli acquisti degli italiani nei mercati degli agricoltori, i cosiddetti farmers market diffusi in tutte le principali città, in netta controtendenza con l'andamento negativo dei consumi alimentari, in calo del 4 per cento nel 2013 a causa della crisi.
Altro tema di punta dell'Earth Day è stato quello del continuo spreco di cibo. Secondo i dati delle Nazioni Unite, un terzo di tutto il cibo prodotto non viene mai mangiato. Soltanto negli Stati Uniti, il 40 per cento del cibo, per un valore di 165 miliardi di dollari l'anno, viene buttato via. Un rapporto dell'Onu indica che gli alimentari scartati annualmente dal mondo sviluppato sarebbero più che sufficienti a sfamare gli 870 milioni di persone che vanno a letto ogni sera con lo stomaco vuoto o non riempito a sufficienza. E all'ingiustizia di questa situazione si somma il danno ambientale: la produzione del cibo non utilizzato crea 3 miliardi e 300 milioni di gas nocivi all'anno che vanno a inquinare l'atmosfera terrestre. Se il cibo gettato fosse una nazione, sarebbe il terzo maggior produttore di gas dannosi sulla terra dopo la Cina e gli Stati Uniti. Fortunatamente campagne lanciate dal palazzo di vetro e da altre organizzazioni cominciano a ottenere risultati. In Gran Bretagna, ad esempio, ogni famiglia getta via 1170 dollari l'anno di cibo, ma dal 2007 ad oggi il Regno Unito ha ridotto del 21 per cento i suoi rifiuti alimentari. E la Tesco, maggiore catena di supermercati britannici, ora manda al macero soltanto lo 0,87 per cento dei suoi prodotti sebbene si tratti pur sempre, date le sue dimensioni, di 28 mila tonnellate di alimentari. L'Earth Day è un'occasione per ricordare che difendere l'ambiente non solo è giusto, ma rappresenta anche una straordinaria opportunità per affrontare la crisi economica e guardare al futuro.