A Terni buone pratiche d’integrazione

17/04/2014 di Redazione
A Terni buone pratiche d’integrazione

L'ultimo censimento Istat rivela che Terni ha numeri sull'immigrazione paragonabili a quelli delle grandi metropoli: l'11% della popolazione è costituita da cittadini stranieri. Il dossier 2013 sull'immigrazione Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) vede Terni al quindicesimo posto tra le province in cui si realizza il più alto indice di potenziale di integrazione, con il 56,9% di indice di inserimento occupazionale e il 69,2% di inserimento sociale. A capo della classifica di questo dossier, patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunità e dal Ministero per l'integrazione, c'è Macerata seguita da Mantova e Imperia. Allargandoci ai dati regionali, l'Umbria è al dodicesimo posto mentre le regioni più lodevoli in materia di integrazione dei cittadini stranieri sono Piemonte, Emilia e Liguria. Rispetto al 2012 c'è stato in Umbria un calo dell'incremento di stranieri (dal 25,2% al 24,2% dicono i dati del Cnel) e la quota dei nuovi nati stranieri sul totale regionale è stata nel 2012 del 18,8%, mentre le acquisizioni di cittadinanza sono state 1200. Le comunità non europee più numerose nella regione sono quella albanese, con circa 16.600 persone (il 26,6%), la marocchina con 11.000 (15,9%) e l'Ucraina con 5.000 persone (7,3%). Stefania Parisi, presidente dell'Istess, individua nei dati positivi dell'integrazione un parametro imprescindibile per misurare il grado di civiltà di una città: "vogliamo contribuire a portare comprensione e ragionamenti costruttivi su questo problema" ha dichiarato durante la presentazione dei dati. Leopoldo di Girolamo, sindaco di Terni, ha collocato la sua città in un excursus sulla questione dell'immigrazione, spiegando che il fenomeno è sempre esistito come occasione per i popoli di trovare una situazione migliore e i numeri di oggi ci dicono che un pezzo di umanità si sta ancora muovendo per cercare una condizione d'esistenza migliore. L'Italia a volte è un punto di transito, altre una sosta, e il nostro paese anche a causa della sua storia è particolarmente esposto e sensibile al fenomeno delle migrazioni. Terni è una città in cui i fenomeni di conflitto e discriminazione sono presenti in una lieve misura perché è nella sua storia e nella sua identità il valore dell'accoglienza, e le istituzioni insieme alle organizzazioni religiose e laiche considerano le persone per il loro reale valore in quanto individui.