Afghanistan: il nuovo ruolo delle donne alle elezioni politiche

03/04/2014 di Redazione
Afghanistan: il nuovo ruolo delle donne alle elezioni politiche

Grandi cambiamenti alla vigilia delle elezioni locali e nazionali in Afghanistan in calendario questo aprile. Dopo un lunghissimo periodo di predominio maschile nelle attività politiche e civili, finalmente le donne afghane hanno ricominciato a farsi avanti, grazie anche ai maggiori diritti a loro concessi. Il New York Times ha dedicato loro un reportage intitolato "Afghan Women See Hope in the Ballot Box". L'autore Rod Nordland ha esaminato il modo in cui i cambiamenti civili e politici degli ultimi anni hanno modificato radicalmente l'accesso degli uomini, e soprattutto delle donne afghane alla vita politica e civile.
Una testimonianza interessante proviene da Mariam Wardak, una donna afghana cresciuta negli Stati Uniti dopo che la sua famiglia è emigrata lì. Racconta vividamente lo shock culturale che le provocava il tornare a far visita al paesino di provenienza della sua famiglia nella provincia di Wardak una decina di anni fa. "Una donna non poteva mostrare il suo viso nemmeno al cognato, anche se potevano aver vissuto nella stessa casa per venticinque anni", racconta. "La gente ci rideva su, e diceva che se qualcuno avesse rapito le nostre donne, avremmo dovuto riconoscerle dalla voce. Ora le donne in Wardak mostrano le loro facce - e vedono le facce di tutti gli altri."
La madre di Mariam, Zakia, è un esempio lampante. Prima indossava il burqa in pubblico, e ora la sua faccia è stampata su migliaia di volantini elettorali per il consiglio provinciale in Wardak. La sua campagna si svolge in un distretto, Saydabad, ad altissima densità talebana.
Altre 300 donne si sono candidate per i consigli provinciali del paese, ed è il massimo storico. E per la prima volta una donna - Habiba Sarobi, la precedente governatrice della provincia di Bamian - si è candidata come vice-presidente in un partito importante.
Sembrerebbe che dopo anni di aiuti internazionale e sforzi orientati verso il miglioramento delle condizioni di vita delle donne afghane, le donne sono diventate finalmente una componente significativa, se non potente, della vita politica in Afghanistan. Esiste però la preoccupazione per la fragilità di questi miglioramenti, che potrebbero essere messi facilmente a repentaglio se gli estremisti tornassero al potere.
Un cambiamento notevole è dato dal fatto che ci sono più donne che prendono la parola durante i comizi, come per esempio le mogli di due dei candidati più influenti. Ciò ha attirato l'attenzione in un paese dove la maggior parte degli uomini al centro dell'attenzione pubblica - incluso l'attuale Presidente Hamid Karzai, a dispetto delle sue promesse progressiste - tengono le loro mogli in isolamento tradizionale.
Gli afghani sembrano particolarmente incuriositi dalla candidatura di Habiba Sarobi come vice-presidente, tant'è che durante i comizi è stata lei, e non tanto Zalmay Rassoul, il candidato presidente, a ricevere gli applausi più fragorosi. Sarobi spiega che: "Le persone vogliono un cambiamento, e una donna candidata alle elezioni è per loro un cambiamento."
La maggior parte dei candidati è intervenuto in gruppi femminili per rispondere ad alcune domande, e per partecipare a dibattiti su questioni femminili. "Questa volta tutti stanno parlando, dall'inizio, di diritti delle donne", dice Hasina Safi, presidentessa dell'Afghanistan Women's Network, una coalizione di gruppi femminili. "Hanno davvero capito che le donne contano".
Ciò è parzialmente dovuto alla maggiore organizzazione femminile negli ultimi anni, aiutata da fondi internazionali per le organizzazioni e per le cause femminili, che prevedevano, per la realizzazione di tali progetti, condizioni come unità di pari opportunità, formazione in uguaglianza di genere ed impiego garantito per una percentuale di donne.
Questo ha rafforzato il loro peso politico, per quanto la percentuale di donne registrate per il voto non sia cambiata sensibilmente dalle ultime elezioni, e ammonta ora al 35 % del totale. Tuttavia i controlli effettuati durante le votazioni renderanno più difficile il voto vicario - dove uomini in zone particolarmente conservatrici utilizzano i voti riservati alle donne adulte della loro famiglia.
La strada è ancora lunga. La storia di Zeenat Karzai, la moglie dell'attuale presidente, è particolarmente esemplificativa. Il presidente le ha impedito di apparire in pubblico, e negli ultimi dieci anni è stata reclusa. Prima dell'elezione di suo marito, la signora Karzai era una ginecologa specialista affermata, e questo ha dato modo agli attivisti di sperare che lei diventasse un modello per la nuova generazione di ragazze, che hanno finalmente accesso alla scolarizzazione completa. Invece la sua reclusione ha rinforzato il modello tradizionale di donna subordinata all'uomo, a cui viene impedito di uscire senza il suo permesso.
Molte donne fanno notare che nelle zone rurali, dove vive la maggioranza delle donne, è cambiato davvero poco: le donne sono poco più che proprietà dei loro fratelli, padri e mariti.
La vittoria di Sarobi e di altre candidate potrebbe essere sicuramente utile. Dice Mariam Wardak: "Se le donne hanno risultati buoni quanto sperano in queste elezioni, ci sarà un fortissimo incremento di autostima."