Allarme sovraffollamento anche al CARA di Mineo

17/04/2014 di Redazione
Allarme sovraffollamento anche al CARA di Mineo

La struttura di accoglienza temporanea per i richiedenti asilo a Mineo (in provincia di Catania) potrebbe ospitare al massimo duemila persone, ma al momento sono oltre quattromila ad affollarla, ammassati in una condizione allarmante di emergenza sanitaria. Alcuni migranti cucinano per terra, altri sono costretti a mangiare nei bagni. Erasmo Palazzotto, il deputato di Sel, ha visitato il centro ed è rimasto impressionato dalle condizioni umane: "Il CARA rappresenta il fallimento di un sistema di accoglienza", ha dichiarato. E' l'ennesimo tassello di un quadro inquietante, un sistema che ha fatto dell'emergenza la chiave per lucrare sulla disperazione dei rifugiati. Quello a Mineo è il più grande d'Italia, ma pensiamo anche al CARA di Ponte Galeria dove sempre più spesso i migranti "detenuti" sono costretti con scioperi della fame e manifestazioni a richiamare l'attenzione dei media sulle loro condizioni, o a quello a Castelnuovo di Porto in cui hanno rischiato di perdere la vita in molti a seguito delle alluvioni laziali (e non c'è stato alcun intervento riparatore della struttura, i migranti stessi con i volontari hanno lavorato e stanno lavorando per sistemare l'edificio) l'intero problema appare evidente. Le trafile burocratiche e i lunghi tempi per la concessione del diritto di asilo generano questa situazione insieme allo scarso monitoraggio e al mancato censimento dei migranti, bisognerebbe invece tornare a un modello di accoglienza meno costoso ma più efficiente, non basato sull'allarmismo frenetico della condizione di "emergenza", ma che comprenda e affronti il fenomeno dei flussi migratori in maniera più strutturale.
Matteo Salvini (Segretario federale di Lega Nord) ha recentemente condotto un'infuocata protesta nel Pavese, brandendo lo slogan "clandestini in hotel, i nostri sotto i ponti" e la retorica che ne è derivata ha dell'inquietante: dilagano sulla rete articoli indignati, foto e articoli che testimoniano mobilitazioni civili sempre in nome dello stesso motto del "clandestino nell'hotel a quattro stelle" e riconsegnano una percezione distorta della realtà. Tali articoli millantano un'accoglienza dei migranti che, se solo fosse reale, gli altri stati invidierebbero al nostro paese: si trovano descritti trattamenti di lusso riservati ai rifugiati, pasti numerosi e raffinati, accesso alle SPA e un supporto psicologico 24 ore su 24. La realtà non è esattamente così: in questi giorni l'ASGI ha pubblicato un documento che denuncia tutta l'inadeguatezza e l'inefficienza delle misure di accoglienza, chiedendo all'Italia e all'Unione Europea interventi tempestivi per garantire la tutela dei diritti umani fondamentali. Le strutture di accoglienza non sono sufficienti a garantire un'esistenza dignitosa e il risultato dell'elevato numero di sbarchi nel nostro paese è il sovraffollamento dei CARA come nel caso di Mineo e non di certo il trasloco in alberghi di lusso come un certo tipo di stampa vuole pericolosamente suggerire.