ASGI: riforme sul diritto d’asilo e salvaguardia dei migranti

17/04/2014 di Redazione
ASGI: riforme sul diritto d’asilo e salvaguardia dei migranti

L'ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) ha stilato un documento inviato al Governo, al Parlamento e all'UE con le raccomandazioni e le proposte in merito ai diritti dei migranti soccorsi in mare. La condizione degli sbarchi in Italia, le crescenti domande d'asilo e l'inadeguatezza dell'accoglienza ai rifugiati compongono insieme uno scenario complesso le cui responsabilità vanno intese in qualità europea, evitando che i singoli stati vengano lasciati da soli a gestire l'emergenza. Il documento pertanto si concentra sull'urgenza di salvaguardare i fondamentali diritti umani, considerando che, come riportano i dati citati dal Ministro Alfano il 15 aprile 2014 al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, non si tratta per la maggior parte di arrivi di migranti economici. E' quindi necessario prevedere tempi più rapidi nella definizione delle domande di asilo, moltiplicando le commissioni territoriali incaricate di esaminarle. La scarsità numerica delle commissioni, infatti, in combinazione con la mancata programmazione dell'accoglienza, fa sì che ogni anno migliaia di richiedenti asilo debbano sopravvivere in condizioni di indigenza presso ripari di fortuna come già insegnò l'Emergenza Nord Africa nel 2011. In questa condizione di abbandono civile e sociale spesso a subire i danni più grandi sono i soggetti migranti più vulnerabili, come i minori stranieri senza accompagno che hanno lasciato il loro paese in vista di una certa protezione internazionale e invece si ritrovano impossibilitati a tentare un integrazione di qualsiasi tipo, invisibili per lo stato per tutti gli anni della minore età, senza adeguati supporti spesso "parcheggiati" in strutture di accoglienza in attesa di essere destinati ad altri paesi, e poi altri ancora. Oggetto di alcune riflessioni nel documento ASGI è stata anche l'operazione Mare Nostrum, occasione di alcune perplessità circa i suoi obiettivi e sul rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti soccorsi in mare: le operazioni di soccorso in mare sono da considerarsi obblighi al quale lo stato è vincolato in linea col rispetto delle norme del diritto internazionale che impongono di soccorrere le vite umane in difficoltà nelle acque. L'Italia in passato è stata condannata per aver omesso tale soccorso, ma tale intervento non può essere isolato e soprattutto non supportato da un'adeguato intervento di accoglienza. L'identificazione dei migranti soccorsi in mare, ad esempio, è un momento importante che deve avvenire in maniera approfondita dopo lo sbarco e, in caso di giovani migranti non accompagnati, la minore età dev'essere sempre presunta e segnalata tempestivamente con lo scopo di un accesso immediato ed efficace all'assistenza, al sostegno e alla protezione. L'esistenza invece di un elevato numero di migranti minori senza l'adeguato censimento e supporto rivela un approccio sommario o "di gruppo" circa l'età, la provenienza e la condizione giuridica dei migranti. Un approccio assolutamente da evitare, insieme ai provvedimenti di respingimento; illegittimi. Infine, l'ASGI esprime la necessità di chiarire le regole di ingaggio del personale e delle unità partecipanti all'operazione Mare Nostrum, pretendendo in particolare l'adesione alle direttive impartite circa l'uso della forza.
In relazioni alle recenti dichiarazioni politiche del Ministro Alfano, inoltre, ASGI ritiene che vada evitata l'adozione di misure normative ad hoc (ad esempio, i decreti legge) che non risolvono né dipanano la complessità della questione ma anzi aggravano la disfunzionalità del sistema asilo. Sarebbe invece necessario e inderogabile un intervento di riforma legislativa del Sistema nazionale circa la materia del diritto d'asilo in Italia. Riforma che dovrebbe investire sia gli organi e le procedure di esame delle domande di asilo (infoltendo le commissioni, formandone il personale, snellendo la burocrazia) che il sistema di accoglienza, con la progressiva chiusura dei CARA e l'ampliamento di un unico sistema di accoglienza che attinga e nello stesso tempo valorizzi l'attuale sistema SPRAR, superandone però gli intrinseci limiti strutturali (ad esempio, la disomogeneità dei programmi di accoglienza sostenuti principalmente dai volontari e dagli enti locali), con una sistematica e realistica programmazione pluriennale tra Stato-regioni ed enti locali. Infine, l'ASGI chiede all'Unione europea che venga attuato un piano sull'Italia ai sensi dell'art. 33 del Regolamento UE Dublino III che prevede la disposizione di un piano d'azione per la gestione della crisi nell'osservanza e nel rispetto dei diritti umani fondamentali dei richiedenti protezione internazionale. C'è inoltre la necessità di definire un piano europeo di reinsediamento di rifugiati che si trovano in paesi che non possono concedere forme adeguate di protezione dell'area del Mediterraneo, considerando che l'applicazione estensiva del Regolamento Dublino III favorisce il ricongiungimento dei migranti con altri parenti presenti in altri stati UE per ragioni umanitarie fondate su motivi familiari o culturali.