Da Napoli “Per un Sud solidale e proattivo”

10/04/2014 di Redazione
Da Napoli “Per un Sud solidale e proattivo”

Si è svolto l'8 aprile a Napoli l'incontro "Verso la Giornata mondiale della Lingua Madre 2015" organizzato da FOCUS-Casa dei Diritti Sociali e dalla rete di associazioni del progetto "Per un Sud solidale e proattivo" con il contributo di Fondazione con il Sud. La mattinata ha avuto inizio presso la sede di Porta Nolana della Cooperativa "L'uomo e il legno", dove di solito si svolgono  attività ricreative per i bambini e i minori del quartiere.
La discussione è partita  dal percorso concretizzatosi nella Giornata Internazionale della Lingua Madre, lo scorso 21 febbraio, dove sono state portate avanti più di 14 iniziative sul territorio nazionale, organizzate e curate dalla rete di associazioni  che con  FOCUS-Casa dei Diritti Sociali stanno sviluppando anche il progetto "Per un Sud solidale e proattivo".
Tutti  hanno esposto le loro esperienze partendo dalle attività che ciascuno pratica  negli istituti scolastici con minori stranieri e quelle rivolte agli adulti, realizzate prevalentemente presso le sedi delle Associazioni.  Proprio la scuola dovrebbe divenire il luogo all'interno del quale l'identità si sviluppa, un'identità che dovrebbe avere cura di valorizzare il luogo in cui si vive ma anche il luogo da cui si proviene. Creare e implementare quei percorsi di apprendimento e formazione che coabitano con la quotidianità delle nostre vite per permettere di riuscire al meglio e contemporaneamente guardare al futuro. E così non solo nei territori "difficili", come la fascia costiera orientale di Napoli o a Secondigliano, ma nei vari contesti territoriali dell'intera Campania e del  Lazio, passando per la Puglia, l'Emilia, l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia dove le esperienze si dimostrano assolutamente originali e contemporaneamente molto simili.
Il tema della Lingua Madre solleva un complesso di questioni aperte e interconnesse che spaziano dalla domanda di riconoscimento dei migranti, alla definizione dell'identità in divenire dei loro figli, alla fragilità della scuola di fronte alle trasformazioni sociali e culturali del paese fino a una necessaria rilettura del patrimonio storico di pluralismo culturale e linguistico italiano. Esperienze che parlano di uno scarso coinvolgimento delle istituzioni e uno sforzo sempre maggiore da parte delle associazioni che entrano nelle scuole per poter parlare di intercultura e integrazione. Molte sono state le esperienze raccontate e le riflessioni portate avanti sullo stato e l'importanza della lingua per i giovani di origine straniera. Si dovrebbe avere più cura di portare avanti la lingua madre. In alcune realtà ciò accade, ad esempio Bologna, dove esiste un centro che racchiude diverse associazioni di comunità straniere e dove si organizzano molti corsi di lingua dei Paesi di provenienza di ciascuno. Laddove mancano gli spazi c'è comunque la volontà di fare dei protocolli di intesa con le scuole in modo che possano esserci dei luoghi accoglienti dove poter insegnare le lingue di origine. Certo alcune realtà sono più complicate delle altre e a volte non ci si scontra solo con l'esigenza della mancanza di luoghi ma proprio con il concetto di appartenenza o di disagio che la famiglia o il minore può vivere.
Cercare di analizzarne il senso, le complesse implicazioni in termini di sollecitazioni verso la scuola, di relazioni costruite con le comunità migranti, di comprensione della complessità del mondo con cui i ragazzi si trovano oggi a fare i conti, di straordinaria ricchezza e molteplicità a cui si è data "cittadinanza" sui territori. Una scuola a cui è affidato un compito troppo grande con mezzi troppo ristretti, ma anche con una tendenza ad autoassolversi in modo troppo facile per tutto quello che non riesce a fare. Comunità migranti per le quali l'affermazione e la possibilità di trasmettere la propria lingua è un modo per affermare la propria presenza e appartenenza alla società. La sensazione che più colpisce è di comunanza di percorsi che sono maturati separatamente nel tempo e nello spazio, ma che si muovono in un orizzonte comune, condividendo i principi, i valori e in molti casi le pratiche.
Nel pomeriggio l'incontro è proseguito a Scampia, dove "L'uomo e il legno" ha la sede principale e un importante laboratorio di artigianato. Qui Enzo Vanacore, Presidente della Cooperativa, racconta come si sviluppa il loro intervento che riesce incredibilmente ad aggregare giovani e meno giovani di territori considerati tra i più difficili del paese, a creare lavoro, a rivitalizzare luoghi, a integrare persone in difficoltà: fare rete anche con chi è diverso ma condivide almeno in parte alcuni obiettivi, mobilitare le risorse dei soggetti portatori dei bisogni, mettere le istituzioni di fronte alle loro responsabilità e soprattutto non perdere mai l'ancoraggio alla visione politica e alla volontà di trasformazione che è e deve rimanere l'anima di ogni intervento sociale.
Possiamo affermare che il progetto "Per un Sud solidale e proattivo", benché non concluso, un risultato lo sta già evidenziando, ed è quello di far emergere uno dei motivi per cui probabilmente questo paese ancora resiste, nonostante tutto: cioè l'esistenza, ignorata dalla rappresentazione mediatica, di una società civile forte, capace e motivata che tenacemente, benché con pochi mezzi, rema contro un mondo politico ormai definitivamente scollato dalla società.