Emergenza rifiuti: la legge per requisire gli impianti Tmb

24/04/2014 di Redazione
Emergenza rifiuti: la legge per requisire gli impianti Tmb

Si avvicina il 21 maggio, data in cui scadrà l'ordinanza del sindaco che consente l'uso dei due Tmb (impianti per il Trattamento meccanico biologico) di Malagrotta ed il tritovagliatore di Rocca Cencia, tutti impianti di proprietà della Co.la.ri. di Manlio Cerroni. Ciò potrebbe causare difficoltà ancora più gravi nello smaltimento dei rifiuti della capitale, un rischio esacerbato dal fatto che l'ordinanza non sarà prorogabile. Ad oggi questa ordinanza permette ai camion dell'Ama di smaltire negli impianti di Tmb circa 1500 tonnellate di immondizia al giorno, ed una quantità analoga viene trattata negli impianti di Rocca Cencia. Altre 600 tonnellate finiscono invece nel trito vagliatore. Il primo cittadino Ignazio Marino ha quindi proposto una modifica all'articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, noto come Codice dell'Ambiente. Tale articolo prevede che i governatori, i presidenti delle Province ed i sindaci "qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente, e non si possa altrimenti provvedere, possono emettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente".
La legge, ad oggi, decreta che i provvedimenti "hanno efficacia per un periodo non superiore ai sei mesi" e non possono essere reiterati per più di due volte. Il ministero dell'Ambiente - in accordo con il ministro Galletti, il presidente della Regione Lazio Zingaretti, il sindaco Marino, il commissario della provincia Carpino, ed il prefetto Pecoraro - sta lavorando quindi alla modifica del Codice, aggiungendo ai poteri già previsti quello di requisizione.
Questa norma permetterebbe alla Regione o al Comune di requisire i tre impianti ed affidarli ad un terzo, per esempio Ama, che ne assumerebbe la gestione, pagando gli stipendi ai dipendenti e i costi di manutenzione, così come un indennizzo ai titolari, mettendo queste somme su un conto "blindato" in attesa che la giustizia si pronunci sulla vicenda di Cerroni.
Questa ipotesi dipende però dalla sentenza del Tar, martedì 29 aprile: se il tribunale accettasse di concedere la sospensiva richiesta da Co.la.ri. sia sull'interdittiva del prefetto Pecoraro che sull'ordinanza di Marino, tutto verrebbe rimesso in discussione.