Il caso Shell in Nigeria

30/04/2014 di Redazione
Il caso Shell in Nigeria

Martedì prossimo ci sarà l'udienza preliminare presso la Corte Suprema britannica per il processo previsto per il prossimo anno, che vede 15.000 membri della comunità Bodo contro il gigante dell'industria petrolifera Shell, scrive The Guardian nell'articolo intitolato "Nigerian community fights Shell in UK court over oil spills".
La comunità richiede un indennizzo per le due fuoriuscite di petrolio nel 2008 che hanno causato ingenti danni alla loro salute e alle loro coltivazioni. La compagnia petrolifera aveva già accettato  di intervenire per porre riparo  ai danni ambientali, alla distruzione di laghi, torrenti e falde acquifere e che hanno costretto interi villaggi ad abbondare le proprie terre ma l'accordo per il risarcimento non era stato raggiunto. Infatti, lo studio legale di Londra Leigh Day, che ha rappresentato la comunità Bodo durante le contrattazioni e che continuerà a farlo durante il processo dell'anno prossimo, definì l'offerta iniziale di Shell "offensiva". Fonti affidabili hanno rivelato che Shell ha proposto un risarcimento di 7.5 miliardi di naira (46 milioni di dollari, 35 milioni di euro).
I legali della comunità hanno dichiarato che l'ecosistema locale è stato danneggiato dalle due fuoriuscite, causando una grave deprivazione di mezzi agli agricoltori di sussistenza e ai pescatori.
Martyn Day, avvocato dello studio Leigh Day, ha dichiarato che ad ogni persona sarebbero spettati circa 275.000 naira (1.300 euro, 1.700 dollari), dopo la sottrazione di una somma destinata alla comunità. Sostiene inoltre che la maggior parte dei pescatori, danneggiati dalle fuoriuscite, normalmente guadagna tra i 5.000 e gli 8.400 dollari l'anno.
"I nostri clienti sanno quanto valgono le loro rivendicazioni, e non si faranno comprare per così poco", ha dichiarato Day, il quale ha anche affermato che l'udienza della corte di questa settimana sarebbe stata "altamente significativo".
Shell ha ammesso la sua responsabilità per le fuoriuscite del 2011, ma mette in discussione la quantità di olio versata e l'entità del danno.
La Nigeria è il più grande produttore di grezzo dell'Africa, e nonostante ciò la regione del Delta del Niger, che è uno dei maggiori poli estrattivi, rimane profondamente povera, in conseguenza a decenni di versamenti che hanno causato un forte inquinamento della zona.
Shell, il maggior produttore in Nigeria, ha dichiarato che le principali cause delle fuoriuscite di petrolio sono il sabotaggio ed il furto di olio. Gli attivisti hanno replicato che l'azienda non ha fatto abbastanza per prevenire questi incidenti e per ripulirli.
In una dichiarazione Mutiu Sunmonu, l'amministratore delegato della Shell Petroleum Development Company of Nigeria Limited (SPDC) ha ammesso la responsabilità dell'azienda. "Fin dal principio abbiamo ammesso la nostra responsabilità per le due fuoriuscite in Bodo nel 2008" (…) "Sono stati incidenti operativi incresciosi, non sarebbero dovuti succedere. Vogliamo risarcire equamente le vittime il prima possibile, e ripulire le aree  dall'olio che è fuoriuscito dalle nostre strutture, incluso le vaste regioni del Bodo che sono state duramente colpite dal furto di petrolio, dalla raffinazione illegale e da attività di sabotaggio."
Secondo Sunmonu, l'udienza di questa settimana riguarderà alcune "questioni legali tecniche, ma altamente importanti, circa l'interpretazione della legge nigeriana".